— 232 — bue, onde il titolo al campo. Di presente il piano superiore del locale, ov’ era il palazzo de’ Querini, è convertito ad uso di carcere militare ; e nell’ inferiore è posto il più ricco spaccio di pollerie, tanto all’indigrosso, quanto al ritaglio, che abbia Venezia. Questo stesso locale servì, nella ossidione del 4849, di pubblico macello, poiché quello sito a S. Giobbe era esposto al grandinare delle palle. Ruga vecchia S. Giovanni. Questa ampia e nobile strada è così appellata dalla chiesa di S. Giovanni elemosinarlo, la quale, dal sito ot’ è posta, dicesi anche di S. Giovanni di Rivoalto. /. R. Dispensa di tabacchi. A comodo dei venditori al minuto ha due di queste dispense principali, una per le contrade al di qua, 1’ altra per quelle al di là del ponte di Rivoalto, le quali somministrano loro il tabacco a seconda de’ rispettivi bisogni. Ramo e Calle occhialera. Questa calle ebbe nome forse da un fabbricatore di occhiali, che ivi teneva officina. Ramo e Calle toscana. Abbiamo veduto che in Venezia esercitavano estesi commerci, fra le altre nazioni di Europa, i Toscani, i quali vi facevano fiorire il traffico delle seterie. Da essi la de-nominazione di questa calle. Campo di Rialto nuovo. È alla parte che guarda il mezzogiorno della chiesa di S. Giovanni elemosinario, e si distingue con tal nome dalla parte opposta, ov’ è la chiesa di S. Giacomo denominata Rialto vecchio. Accrescendosi la popolazione della Venezia, ne nasceva il bisogno di ampliare altresì i luoghi ove abitare e di crearne di nuovi. II che si fece ne’ primi tempi collo aggiungere al circuito occupato da Rialto vecchio, questo che appellossi nuovo, e sorse dallo interrimento delle veline e paludi che erano intorno ad esso. • Chiesa di S. Giovanni Elemosinario. Antonio Scarpagnino fu 1’ architetto di questo tempio molto elegante ed accuratamente e-seguito verso 1’ anno 1527. Chi ci entra a destra, dopo il primo altare, trova una bella opera del Corona (an. 1590) figurante il Miracolo della manna. Indi un quadro, di Jacopo Palma, rappresentante il Martirio di s.la Caterina. Nella cappella allato della maggiore, a destra di chi guarda, è una pala che mostra i santi Caterina, Sebastiano e Rocco, del Pordenone (an. 4530). In una mezzaluna sovrapposta s.ta Caterina in mezzo agli angeli, di Domenico Tintoretto. Nella cappella maggiore, sulla parete a destra