— 228 — nei tempi più splendidi della Repubblica; e i pochi che la esercitano tuttavia, non ostante l’amore con cui si adoperano intorno ad essa, non possono raggiugnere la eleganza e la perfezione de’lavori d’oltre monti. Il che è necessaria conseguenza della diversa via presa da questa industria, e del poco incoraggiamento che le s’imparte dai connazionali. I. 11. Ufficio centrale del bollo e della carta. È preseduto da un direttore, il quale ha un aggiunto, un magazziniere, un controllore, tre cancelligli e due verificatori. Ivi si marchia la carta ad uso di documenti, d’istanze, di gravami ecc. ecc. e si somministra alle Provincie Venete. Ed oltre a ciò si marchiano i libri bollettarii per la esazione di qual si voglia imposizione indiretta, dovuta allo Stato. Chiesa di san Giacomo. È la prima chiesa edificata in Venezia. Eretta nel 421, fu rinnovellata nell’anno 4194 e ristorata nel 1531; ma in tutti cotesti rifacimenti le si è sempre serbata la originaria forma. A destra di chi entra sono due quadri di Marco Vecellio, figuranti la Natività e lo sposalizio di Maria Vergine. Nel primo altare è una tavola del detto pittore con VAnnunziata. L’altare di rimpetto è elegante e ricco di fini marmi e bronzi, fra’quali la grande statua di santo Antonio abate, getto di bronzo di Girolamo Campagna, opera stimatissima. Sull’altare della cappella maggiore merita lode la statua in marmo del Santo, cui è dedicata la chiesa, di A. Vittoria. Sottoportico del Banco - giro. Ai Veneziani si attribuisce la prima ¡(istituzione dei banchi, la quale viene assegnata al 1157. Però sino al 1584 lo Stato non ebbe alcuna parte nel reggimento di queste difficili e delicate gestioni; e fu dietro il consiglio di Jacopo Foscarini che nel suddetto anno la Repubblica assenti fosse aperto il banco - giro sotto guarentigia del Governo. Cotesto banco si poteva più propriamente intitolare banco di depositi; dappoiché non emetteva biglietti pagabili al presentatore, ma trasportava le partite da un nome all’ altro, e restituiva a’ privati i loro depositi quandunque avessero voluto, avendo il Governo destinato a tal uopo fin dal principio i capitali occorrenti. Un senatore, col nome di depositario, ne teneva la presidenza, e tutti gl’impiegati aveano obbligo di prestar sicurtà. Il banco aprivasi sul mezzo giorno, e nel corso dell’anno si teneva chiuso straordinariamente quattro volle per fare i bilanci generali; nel qual tempo ¡1 danaro serbavasi