— 443 — scuri. A destra Gattamelata nostro capitano che attraversa colla armata e le galee le montagne trentine per recar la guerra a Piccinino, generai del Visconti sul lago di Garda: pennello del Padoanino (1439) : a sinistra, il martirio di Albano Armario, segalo in due dai Turchi dei quali non volle abbracciare la fede (1499); è opera di Francesco Montemezzano. Ultima gran tela di Paolo Veronese: Venezia in tutto lo splendore delle sue glorie. Due chiaro - scuri, ancora: nel destro Caterina Cornaro dona ai Veneziani il suo regno fl484); nel sinistro, Stefano Contarmi, a cui con tanaglie vien tratta la celata incarnatasegli per un fiero colpo toccato quando pugnava contro Assareto generai del Visconti. Degno molto di osservazione è il fregio che corre intorno a’ tre lati della sala, diviso in 16 comparti, in ognuno dei quali due ritratti dei dogi, meno quel di Fallerò di cui si legge cotesto: Lo-cus Marini Faledri decapitati prò criminibus. La Biblioteca è ricca di circa 90000 volumi e di più che 5000 manoscritti. Il Petrarca, il card. Bessarione, i patrizii Farsetti, Giu-stinian Recanati, Zulian, Nani, Molin. Contarmi legarono quali tutti e quali parte de’ loro libri, medaglie ed antiche monete. Quivi si conserva il mappamondo di fra Mauro Camaldolese, disegnato nel -1460. Il busto in marmo dell’imperatore Francesco I è opera di Giuseppe Pisani da Carrara. Nella stanza del Bibliotecario ammirasi una delle più belle opere di Paolo, rappresentante 1’ Adorazione dei Magi. La Biblioteca è governata da un bibliotecario, da un vice-bibliotecario e da un coadiutore, e servita da due distributori. Museo. Fra le limite statue e basso-rilievi ond’è ricco il museo, noteremo i principali oggetti: il Giove Egioco, cammeo greco trovato in Efeso 1’ anno 1793; quattro puttini, trasportati da Ravenna, ed attribuiti da alcuni a Prassitele e da altri a Fidi* ; Leda ingannata da Giove, Apollo citaredo, Cleopatra coll’ aspide nel vaso, Marco Aurelio Comodo, Castore, Fauno e Bacco, Venere Ortense, il Gla-diator moribondo, e il Ganimede trasportato dall’ aquila. Quaranlia ciuil nova. Antonio Foler rappresentò Venezia che commette alla Giustizia di sbrigare le suppliche. Il quadro che vi sta sopra è una Madonna di greca maniera. La Verità scoperta dal Tempo e dalla Giustizia è di Filippo Zaniberti, e la Verità che mette un corno ducale sopra un modello della piazza di S. Marco è di Giambattista Lorenzetti. I piombi di Venezia, già famosi per essere stati la prigione di