una cronaca veneziana che va sino al 1443: et dapoi morto, eV corpo fo messo in una barca con 24 dopi tri con alguni preti, et fo man-dado a san Francesco della vigna a sepellir (Codice Marciano XLV, classe VII). Altri dicono che sia stalo sepolto nella chiesa ite’Fra-ri, ma non par vero; e la cronaca citata dal Soravia a confermare accolto con una pompa straordinaria; il doge lo fece sedere al suo fianco nel senato, e gli espresse nel suo discorso l’affezione e la gratitudine della Repubblica; ma non appena i di lui soldati partirono, lasciandolo in mezzo ai senatori, Carmagnola fu messo in un’orribile prigione, e subito dopo posto alla tortura, acciocché confessasse i suoi torti. Finalmente il giorno ventesimo dopo che fu arrestato, gli fu tagliata la testa ai 5 di maggio del , ma si ebbe cura, prima del suo supplicio, di mettergli una sbarra in bocca, affinchè non potesse protestarsi innocente. I suoi beni, ch’erario immensi furono confiscati, e la Repubblica assegnò soltanto una misera pensione alle sue due figlie». 1 signori traduttori, veneziani, poteano pur darsi la pena di ribattere qualcheduna delle molte calunnie, e di correggere qualcheduno de’molti errori che sono in questo articolo del Sismondi: lo poteano, essendoché non mancano documenti nè memorie nelle pubbliche e private librerie che spargano luce sopra questo fatto. Quando la patria è vituperata dallo straniero, ci pare che corra obbligo ad ogni cittadino di rincacciare la parola di maledizione nella strozza di donde ella è uscita ; e noi vogliamo farlo. Osserviamo dunque: j. Che non par vero che il Carmgnola, poiché fu eletto comandante delle due repubbliche, abbia fatto cambiar d’aspetto gli affari. Perchè, quali furono le battaglie prima combattute della lega, quali le sconfitte toccate ad essa, quali gli errori dei suoi generali, o i danni, riparati dal Conte? Noi non sappiamo come possano gli affari cambiar d’ aspetto prima ancora che siano intrapresi. 2. Che il rimandare liberi i prigionieri non fu imprudente generosità, ma arbitrio funesto Fu arbitrio, perchè apertamente contraddicevano i provveditori, delle due repubbliche, cioè la lega, dalla quale egli erano a lui deputati; e perchè le due repubbliche aveano diritto di comandare al loro generale e di esigere obedienza in cosa che non riguardava punto la sua tattica militare ma la loro politica e il loro bisogno. E la loro politica e il loro bisogno domandavano che le sconfitte del nemico fossero veramente sconfitte. E bello certamente perdonare quando si vince, ma non è il braccio quello che perdoni, è la volontà che Io move ; c il Carmagnola non era che il braccio de’Veneziani, il ministro della loro vendetta e non del loro perdono. Fu poi arbitrio funesto, perchè la perdita di Filippo si ridusse a cavalli ed armi,»e il vinto poco appresso potè ricuperare la stessa armata di prima a danno grande del vincitore. Cosi andò in lungo la guerra, la quale poteasi subito terminare, e si resero necessarie nuove spese e nuovi sagrifizii (*). Ma asseriscono gli apologisti del Carmagnola che (*) Savina (Cron. yen. Cod. Marciano, classe VII, n. CXXXIV); l'esercito Veneziano con