— 5i2 muro della rinnovati» casa num. 1040 ci venne fatto di leggere dipinto Campiello Balbo. Questo nome non è de’ nostri : sebbene potrebbe onorare qualunque luogo più cospicuo, ricordando esso Cesare Balbo, filosofo e letterato Piemontese, da poco tempo defunto. Nelle indicazioni delle contrade vorremmo trovar più accuratezza e meno sbagli recenti, conservando le vecchie e storiche nostre denominazioni. Campo della Carità. Dalle rive di questo campo s’innalza il nuovo Ponte di ferro, che, attraversando il Canal grande, mette all’opposto Campo di s. Vitale. Fu costruito nelle officine inglesi del-l’ingegnere Neville : e fu aperto al pubblico passo nel giorno 20 novembre 1854. Dopo quello di Rialto (il cui transito fu dalla sua costruzione sempre gratuito) è il secondo Ponte sul gran Canale, colla differenza che questo ha di pedaggio tre centesimi per ogni pas-seggiero. I. R. Accademia di Belle Arti. Questo grandioso stabilimento è formato di tre antiche fabbriche differenti : della Chiesa di s. Maria della Carità, del Chiostro e della Scuola contigui, conosciuti sotto tal denominazione. Ecco di ognuno un breve cenno. — La Chiesa di s. Maria della Carità ed il Monastero ebbero principio nel 1120 colle largizioni di un Marao Zuliani, per accogliere i Canonici Regolari Lateranensi di s. Maria in Porto di Ravenna, i quali vi si stabilirono del 1134. La chigsa fu consacrata da Papa Alessandro ILI, quando dimorò in Venezia nel 1177. Ma fu poscia ricostruita nel 1446. E circa il 1552 Andrea Palladio innalzò il monastero, porgendo con esso un’ idea delle vetuste cose romane. Un incendio del 1630 ne distrusse gran parte, rimanendo però un lato del magnifico chiostro, ch’ebbe poscia nel 1830 un conveniente ristauro. La Confraternita (ch’era una delle Scuole grandi e la più antica) ebbe sua origine nel 1260. Radunavasi da prima nella Chiesa di s. Leonardo, poscia in quella di s. Giacomo della Giudecca, ora ambedue soppresse, come vedremo. Nel 1344 ottenne dai Canoniei Lateranensi questo sito, e fabbricò il luogo delle pie adunanze. Vicino al quale eresse anche nel 1411 un ospitale per accogliervi i confratelli bisognosi. La grandiosa sala, ora detta dell’ Assunta, è nobile monumento della sua ricchezza. Circa il 1760 l’esterno prospetto fu murato dal Massari e dal Maearuzzi, ridotto poscia a’ nostri tempi come locale di uso profano, misero saggio dell’architettura in questi ultimi cent’anni. I Canonici Lateranensi vennero aboliti nel 1769 : la chiesa rimase aperta al cui-