— m — sunto da uu documento che si conserva neU’Archivio generale dei Frari. — Il monastero conteneva due dormitorii uno sopra 1' altro, di eguale lunghezza e grandezza. Nel dormitorio inferiore e-rano sedici celle, l’infermeria, lo scrittoio dove si conservavano i libri e le scritture, la camera del fuoco, la barbieria ( detta barbariei) ed il capitolo, e la lavanderia , sopra della quale erano tre prigioni. Nel dormitorio superiore celle trentatrè, la libreria ricca di opere antiche e moderne, e la guardaroba (detta vestiario) dove si ponevano in comune gli abiti dei religiosi. A questo dormitorio era annesso un mezzo dormitorio contenente celle quattordici, e la dispensa del procuratore. In faccia di questo mezzo dormitorio stava il refettorio, capace di più che cento frati, e presso la cucina. Dentro il monastero un orto non di molta grandezza, e vicina la casa dei professi, composta d’un dormitorio con nove celle, e la camera del fuoco. E poco lontano dall’ orto un claustro proporzionato alla fabbrica del convento, e in esso la casa dei novizi semplici, eh’ era un dormitorio con quattordici celle, la libreria, la cantoria, la guardaroba (vestiario), l’oratorio, una sala, ed un orticello, vicino al quale la lavanderia. Vicino alla chiesa un altro claustro eguale al primo, e dentro ad esso tre confraternite. La cantina del monastero capiva ottanta botti di vino. Ben forniti il granaio e la legnaia. 11 numero dei religiosi era fissato a settantacinque, ma crebbe e diminuì secondo le rendite. — La cappella della Madonna della Pace era fra la scuola di s. Marco e il convento (je’pp. Domenicani. Si conservava in essa una imagine della B.V. già posseduta da s. Giovanni Damasceno, portata in Venezia nel 4349 da Paolo Morosini, e donata ai frati nel 4503. Nell’ atrio che metteva a questa cappella trovavasi il sepolcro della famiglia Falier, e un cassone di marmo coll'iscrizione : ffic ja-cet dominus Marinus Faìelro dux. Quando si formò lo spedale, le ceneri del Faliero si deposero nel cimitero vicino che una volta raccoglieva le ossa dei giustiziati, e il cassone fu trasportato nella canonica del piovano ove serve di vasca per 1’ acqua. Chiesa de’ ss. Giovanni e Paolo. Nell’ anno 4234 nel mese di giugno fu alla religione dell’ordine de’predicatori donata dal doge Giacomo Tiepolo, con 1’ assenso del senato, una palude di passa cinquanta di larghezza e di passa dugento di lunghezza (*)• Nel- (*) « Nell’anno ia»6 s’ampliò per uu miracolo il convento. Il doge