— 235 — to di eleggere il pievano di questa chiesa in virtù di breve, ottenuto da papa Eugenio IV. Sembra che in essa non altro tosse di notabile se non che la tavola dell’aitar maggiore, di Girolamo Santa Croce. Sull’ area della vecchia chiesa fu innalzata una casa. Calle e campiello dei Sansoni. Da qualche statua, grande sopra il naturale, che fosse qui collocata e della quale alcuno ha ancora qualche memoria, presero nome cotesta calle e il campiello, (campicello, piccolo campo) ad essa vicino. Ponte tlaspi e Sansoni. Sopra questo ponte è appunto il palazzo, o, n dir meglio, casamento dei Raspi, famiglia originaria di Bergamo, ove esercitavano traffico di liquori e appresso di cordovani (I). Nel 4662 ser Giammaria Raspi fu fatto nobile mercè della consueta oOerta di centomila ducati. La famiglia Raspi ebbe uomini illustri in copia, e specialmente letterati. Consolato ottomano. Di presente non esiste più in Venezia nè console ottomano, nè incaricato dell' ufficio di esso ; e convien ricorrere , chi ne ha mestieri, al console generale in Trieste. Fra breve speriamo che sarà provveduto a tale importante mancanza. Campiello della Scoazzera. - Scoazzera nel dialetto, oltre che cassetta da spazzature , e la femmina dello spazzaturaio , significa anche la barca con cui le spazzature stesse si portano fuori della città per farne letame. Una di tali barche stanziava presso co-testo campiello quando era intersecato da un canale, o rio, come diciamo noi, canale che fu interrato nel 1844 con grande comodità di quelli che hanno abitazione in questi dintorni. Sottoportico e corte del tacjiapiera. Qui era una officina da scarpellino, della quale non si ha più alcuna traccia. Ramo Molin; Fondamenta Moliti. - Rio terrà (canale interrato ). La famiglia Molin si divideva originariamente in due rami principali : quelli venuti di Mantova , i quali recano per arma un mulino, parte del quale è rossa in campo bianco, e parte bianca in campo rosso; quelli venuti d’Acri i quali hanno pure per impresa un mulino, ma tutto in campo azzurro. Furono aggregati alla nobiltà nel 4297. Francesco Molin, creato doge nel 1643, tenne la dignità dieci anni, in un periodo- assai procelloso per guerre e disfi) U cordovano è quella pelle di capra, di castrone o d’altri animali, la cui concia fu usata primitivamente in Cordova.