— 237 — Fondamenta dell’ olio. — Fondamnnta o fondamente noi chiamiamo quelle strade marginali che incassano i rivi e i canali della nostra città, dette dagli antichi fundamenta e più spesso junclo-ria. Premessa questa spiegazione, aggiugneremo che la fondamenta dell' olio conterminava appunto il rivo di questo nome, rivo che fu interrato nel 1844, come sopra accennammo. Quanto alla denominazione dell’ olio, essa provenne da’grandiosi depositi che ivi erano di questo preziosissimo umore. Calle del Luganegher ( salsicciaio, pizzicagnolo) o del traghetto. — Da un ricco spaccio di salsiccie, esistito ove ora Giovanni Padovin tiene aperta un’ elegante officina da orefice e da gioielliere, trasse la denominazione questa calle ; la quale fu detta e-ziandio del traghetto, o tragitto, perchè conducente al luogo ove è uno stazio di gondole che tragittano al di là del Canal grande, e precisamente nella contrada di s. Luca. Campo s. Silvestro. — In questo campo è da osservare una casa, sul cui anteriore prospetto sussistono tuttavia alcune lievissime tracce di dipinti a fresco. Era questa la casa di Giorgio I?ar-harelli, detto il Giorgione, uno de’ più celebri pittori veneziani ; il quale sonando altresì per eccellenza il liuto, dilettavasi d’intrattenersi in festa in questa sua casa, le pareti esterne della quale dipingeva , com’ era costume de’ suoi tempi, con gruppi di fanciulli a chiaro-scuro, e con ovali entro cui erano sonatori, poeti ed altre piacevoli fantasie. Noteremo ancora in questo campo un’antichissima acacia, albero gigante, di un aspetto magnifico e pittoresco. Chiesa parrocchiale di s. Silvestro. Costrutta nel 1422, fu rinnovata alla fine del secolo XVII, e intieramente rifatta nel 4838-4850 sopra disegno degli architetti Santi e Meduna con danaro dei pievani Antonio Sala ed Angelo Cerchieri, nonché di tutt’ i parrocchiani. Nel primo*altare, a destra di chi entra, è una tavola di .Iacopo Tintoretto, figurante il Battesimo di Gesù Cristo , e, nell’ altare di prospetto, la celebre pala di Girolamo Santa Croce fatta del 1520 ed ora allargata, con ¡sforzo d’ingegno, per acconciarla allo spazio occupato dal nuovo altare, dal pittore Gavagnin ; rappresenta, san Tomaso di Cantorbery, seduto in trono, con altri Santi all’intorno. Questi due altari hanno due urne con angeletti di tutto rilievo, scolpiti dal figlio maggiore del prof