1 anno 1624, l'altro di Luigi Contarmi doge, che mori nel 1683. Nell:» quarta eappelln, una tavola di Paolo'Veronese con In Risurrezione del Redentore. La tavola della quarta cappella è di Battista Franco, sopranominato Semolei, e rappresenta Cristo battezzato e i santi Francesco, Bernardino e Gregorio papa. Nella cappella a fianco della porta laterale s’ ammira una tavola del frate Francesco Da Negroponte; opera degna d’un secolo che sentiva la devozione e sapeva inspirarla : il pezzo superiore è d’ altra mano e d’altro stile. Ha sepoltura in questa coppella Marco Antonio Monismi, uomo che si distinse molto nella guerra di Lombardia. Narrasi che sendosi incontrato in due ambasciatori fiorentini, e non volendo questi cedergli la via, ne afferrò uno , e sì Io spinse che git-tollo nel fango, e gli disse: Impara un po’ a cedere a chi t’è maggiore. La lezione fu un po’ turca a dir vero, ma forse la insolente boria di quei piccoli signori la meritava. La cappella maggiore ha due grandi depositi di marmo, l’uno al doge Andrea Gritti, l’altro a Triadano suo avo. I sedili della parte posteriore del coro sono lavoro pregiato di Gian Marco Canozio. La cappella che sta a sinistra della maggiore, e dicesi Giustiniana, è tutta adorna di sculture del secolo XVI. Vuoisi che sia in essa seppellito ir doge Marcantonio Giustiniani, morto l'anno 1688. Nelle corti estere lo chiamavano il principe del Te Deum, crediamo noi per le molte vittorie da lui ottenute sopra i Turchi, allora terribili all’ imperatore Leopoldo, al re di Polonia ed al papa, e in generale a tutta cristianità; in una parola pei molti Te Deum che avrà fatti cantare. Fu al suo tempo che ¡Turchi furono battuti sotto Vienna, e che il Filicaja, poeta gaudioso e senatore amplissimo, fece queiramplissimo inno del Fin a quando, e l’altro del pari amplissimo del Su, su musa percuoti (Le corde d’oro elette). La cappella seguente è adorna di sculture del secolo XVI. d’artisti ignoti e di tre epoche diverse. Secondo gl’intelligenti, 1’ altare apparterrebbe alla prima, i profeti e le storie alla seconda, gli evangelisti ed i piccoli angeli sotto i riquadri alla terza. Sopra il portone che mette nel corridoio è posta un’inscrizione al doge Marcantonio Trevisano che morì l’anno 1554 ed è sepolto nella chiesa. Sopra la inscrizione vedi il capo della grande nazione che riconosce d’essere polvere, e sta nella polvere, e raccomanda al clisonor del Golgota la insegna del suo paese valoroso e cristiano. Questo doge un anno dopo che fu assunto al principato, cui la sua umiltà con ogni sforzo avea rifiutato, indebolito dai digiuni svenne nella sala delle teste.