— 148 — in allra:chi t'ulti per imo scopo e chi per mi altro.li meravigliamo come in tanta abbondanza di parole gettate su codesto argomento, non sia caduto in niente a nessuno d’indagare perchè siano stati posti sul pronao della chiesa. Si dice che i nostri antichi nell' abbellire il tempio non badarono gran fatto alla qualità degli adornamenti, e vollero far pompa solamente di ricchezza. E sarà vero;ma quel giudicare così sommariamente i nostri vecchi, senza far pruova d’ingegno in difenderli, non ci piace. Dopo essere stati immobili spettatori delle vicende della República per ben secento unni, que’cavalli per opera de’Francesi andarono a cambiar aria nel 1797, e visitarono Parigi; ma nel -1815 ritornarono in patria, e furono de’pochi tornati non offesi nel cervello e nel cuore.Fu detto che,ricondottial pristino luogo, recarono seco loro i fausti auguriidi quella prosperità che. trascinarono ovunquesono stali collocati, mentre divennero segno di decadimento e di rovina dove furono rimossi; lo che ci pare verissimo, non per una fatalità che essi abbiano, ma perchè, in generale, chi si lascia portar via i pro-prii monumenti non può essere che debolissimo, e chi può farli suoi, un forte, anche se fosse ladro (*). La parte inferiore è pur essa di- (*) Al Lecomte sanno male le parole quae (signa) hostilis cu/iiditas distillerai dell’inscrizione che snltn a’cavalli sopradelli era stata posta dopo ritornati ; e dice: « 1 Francesi faron essi più spogliatoli a Venezia nel 1797 di quello che fossero i Veneziani medesimi a Costantinopoli nel 1204, allorché il re di Francia accordò loro un Montmorency, e soldati a combattere in quella crociata, ov’ ebbero lutto il profitto inorale e quasi lutto il materiale bottino ? » 11 buon Francioso! La vostra erudizione però, signor caro, è un po’vecchia, e per questo bisogna compatirvi se vi uscirono di mente certe particolarità di quel sacco, nel quale i nostri ed i vostri ebbero parte. Usarono dei diritti della conquista e i Francesi e i Veneziani sopra Costantinopoli, e a quei tempi; ma contro una nazione infedele, contro un popolo veramente nemico, ma eccitati alia guerra dai ponteGci. I vostri, invece, quanto sangue sparsero per guadagnarsi queste lagune, onde avessero poi ad usare sì bravamente dei diritti che dà la conquista? Alle difficoltà non resistettero, ma le crearono essi, per aver modo di trattarci da nemici e di calpestarci. Una conquista che vi derivò dalla corruzione dall’una parte, e dall’abbandono e dalla seduzione dall’altra, non vi dava alcun diritto di esercitare la rapina. Una moltitudine ebra vi aperse le braccia, e voi la salutaste sorella, le prometteste protezione, prosperità e que’ beni che oggidì paiono sogni di mente delira. Ora alle sorelle ed a’protetti si suole fraternamente portar via quello che fa la loro ambizione e il loro onore? E il nome del Dandolo dovete rispettarlo. Rifiutarono i Francesi il dominio di Venezia, come Enrico Dandolo quello di Costantinopoli ? Co’ loro alleati furono sempre tanto leali, come fu il Dandolo con quelle vostre genti ? Se i nostri