— 296 — Fondaco dei Turchi, ora deposito di tabacchi. Questa fabbrica vetustissima risale circa al secolo decimo, ma ci è ignoto chi l’abbia costruita. Vi tennero qui loro stanza i duchi di Ferrara : poscia Michele Priuli, vescovo di Vicenza, ne fu padrone ; nel 4621 la Repubblica acquistava il locale per darlo in abitazione a’ Turchi, il cui nome tuttora conserva. Acquistato oggidì da Antonio Busetto, lo adattava agli usi di magazzino. Ci giova però sperare, che vedremo il prospetto sul gran Canale rimesso nello stato suo originale, giacché unico e singolare nel suo genere è questo edificio. Ramo e Fondamenta del Megio. Trae il nome dal miglio, specie di biada minuta. Sulla Fondamenta suddetta al num. 1757 s’ erge una casa di stile del secolo XV, la quale fu del celebre Marino Sanudo. Riportiamo l’inscrizione posta, non sono molti anni, sulla facciata di essa: Marini • Leonardi • F • Sanvti • Viri • Patr • 1 Rerum • Venet • Ital • Orbis • Q • Vniversi 1 Fide • Solertia • Copia • Scriptoris 1 Aetatis • Svae ■ Prestantissimi 1 Domvm • Qva • Vixit • Obiit • Q • Pr • N • Apr • M.DXXXVI 1 Contemplare • Viator • Ponte del Megio, sul rio di tal nome. Ramo e Sottoportico del Megio. Sono due ristretti e oscuri sottoportici, in fine de’quali avvi pubblica riva. Calle e Fondamenta del Megio. Sbocca la calle per retta linea sul gran Canale, e sovr’ esso avvi la Fondamenta. In essa Calle, al num. 1783, ha suo ingresso il palazzo Capovilla, ora Brazzà, con facciata sul Canale suddetto. Ramo e Corte scura. Questa corte, che piuttosto è calle, ha due sottoportici arcuati, uno all’ ingresso, 1’ altro che mette a pubblica riva sul rio di Ca’ Tron. Corte Chiara. Non è tanta la lucentezza di questa corte, come tanto oscura non è 1’ altra corte sopra indicata. Avvi pure una riva sul rio di Ca’ Tron. Ponte del Tintor, sul rio di Ca’ Tron. Fine del Sestiere di S. Croce.