Quando Venezia poneva mano all’ Arsenale avea già fatte grandi e memorabili eose in terra ed in mare. Da Durazzo in Dalmazia fino a Lazi Sulle ultime sponde del Mar Nero sventolava te- »» Molte furono le leggi ed i provedimenti che riguardano l’Arsenale* Altre .sono politiche, le quali hanno per fine la custodia del medesimo; ed altre sono dirette a regolare la sua disciplina ed economia. Le politiche raccomandarono al Doge e suo Minor ^Consiglio nell’ anno i5o9 il dovere di visitarlo in cia-scliedun mese. Nell’anno poi J590 si comandò, che venga estratto dal Doge un Savio dal Consiglio, uno di Terraferma, ed uno agli Ordini, i quali debbano rivedere P Arsenale ogni prima setlÉmana di ciascun mese. Negli anni finalmente 1645 e 168S si decretò, che il Doge insieme col Collegio de’Savii passi ogni trimestre alla visita di esso per provedere agli occorrenti bisogni. Quanto poi alle leggi economiche, si ordinò dal Senato nel i565 un Collegio sopra l’Arsenale, composto da 'Provveditori, e da’ Patroni di esso, due Savii di Terraferma, da due agli Ordini, da un Consigliere, da un Capo di XL al Criminale, e da un Savio del Consiglio. Questo doveva ridursi ogni anno nella Sala dell’ Arsenale per provedere all* emergenze ed a’ disordini. Ritrovo, che il detto Collegio fu riconfermato nell’anno 153^ in cui fu accordata a’Patroni la facoltà di convocarlo. Vegliò anche sopra l’Arsenale il Consiglio de* X, vietando nel 1513, che s’ aprano le porte dopo un’ora di notte se non alla presenza di tutti tre li Patroni , dovendo le chiavi rimanere sempre appresso uno de’ medesimi per legge del 1601. Alli Proveditori pure fu ingiunto nell’anno 1629, che non possano uscire nemmeno per un’ora dall’Arsenale ne’ 15 giorni che per turno toccano ad ognuno di essi. » Non ostante questi provvedimenti, ebbe bisogno di riforma l'economia interna dell’Arsenale nel corrente XVIII secolo: onde il Senato elesse a tal oggetto un Inquisitore, il quale riparò i disordini con molte opportune regolazioni, le quali esistono raccolte a stampa sotto il titolo d ' Inqui&itorato all Arsenale, sostenuto dal N. H. Nicolò Erizzo cavaliere, negli anni 1^33 e 34 Un secondo Inquisitoralo fu affidato nel 1744 **1 N. H. Giovanni Querini procuratore di S. Marco, tendente alla buona disciplina de’lavoratori e direttori, non che al bnon governo de’boschi, da’quali si traggono i roveri e gli altri legni per uso del l’Arsenale medesimo. Il terzo Inquisitorato fu quello dèi N. H. Pietro Vendra-min negli anni i^53 e 1^54, colla deliberazione del quale fu dato sistema all’ intero governo dell’Arsenale coll’elezione di quattro amministratori de’ pub blici effetti, ordinando che non sieno ammessi gli artefici che volgarmente chia-mansi maestranze, quando non abbiano date manifeste prove della lor abilità ; regolando 1’ elezione delle cariche , offici e ministeri da farsi da tutta la magistratura, e finalmente comandando un perfetto bilancio di cassa, colla susseguente rinnovazione degli antichi Decreti. Dal i4»8 al 1767 l’elezione de’ Pa, troni era diritto del solo Maggior Consiglio, ma da indi in poi ne fu fatta la scelta dal Senato, e riconfermata dal Consiglio Maggiore ; e fu stabilito, che non possano avere questa magistratura que’Nobili che non sono pervenuti all’età di