— 37 — la corderia del porto di Tolone lunga quaranta piedi più di quell« di Venezia. Verso la metà del secolo dedmoqunrto i cantieri s’incominciarono a coprire, la qual cosa imitarono poi tutte le grandi nazioni marittime e in ispezialità i Francesi. Durante l’impero di Napoleone, Forfait, ministro della marina, pretendeva che siffatti cantieri fossero più di danno che di vantaggio alle cose navali, ma 1' ingegnere veneto Salvini lo confutò colle prove del fatto, ed ebbe la compiacenza di vedere comandati da Napoleone i cantieri di Brest, Cherburgo e Tolone simili a quelli di Venezia. L’ anno 4571 la porta .di terra dell’Arsenale fu ornata della statua di s. Giustina, in memoria della battaglia di Lepanto, vinta il giorno consacrato a quella santa. L’anno 1087 il Peloponnesiaco vi trasportò dalla Morea i famosi leoni. Enrico III di Francia nel 4574., tornando dalla Polonia a cingere la corona lasciatagli da Carlo IX, fu banchettato in una delle sale dell’ Arsenale eh’ egli aveva desiderato di visitare; e durante il pranzo gli arsenalotti cominciarono, coslrussero, armarono e fornirono di tutto punto una picciola galea, sulla quale il re fece il giro del bacino: galanteria marineresca, scrive un Francese, assai originale. — L’Arsenale fu divorato assai volte da incendii celebri e funesti, e tutto ed in parte ; noi faremo memoria di quello, forse il più terribile degli altri, che lo distrusse poco prima la guerra di Cambimi, la più gloriosa che sostenesse Venezia dopo quella di Chioggia. Siffatto incendio fu risguardato siccome il presagio dei mali che la Repubblica avea da soffrire in quell’ epoca. Un altro incendio arse I’ anno mille cinquecento e sessantanove. Non pertanto in quel tempo era tanta la floridezza della veneta potenza, che un anno dopo da quel medesimo Arsenale usciva la flotta che distruggeva le forze navali dei Turchi nel golfo di Lepanto. Il colmo della prosperità dell’ Arsenal veneto fu nel tempo in cui venne girato il Capo di Buona Speranza. Vi si contavano trecento e trenta grosse navi da guerra, e quaranta mila marinai, senza tener conto dei legni mercantili; il quale computo è certificato da documenti autentici. Ma la scoperta del Capo di Buona Speranza, e poco appresso quella dell’America, percossero di colpo mortale l’Arsenal di Venezia ed il suo commercio, conciossiachè da allora fino all’ ultimo momento di sua esistenza, essa vide la propria marina andarsene deperendo ogni giorno più. Si spopolarono quei cantieri de’ quali il poeta lasciava nel divino poema quella descrizione anzi ritratto, il