— 486 — Calle e Ponte della Verona, Corte Fereta, Calle del Forno o del Teatro, Ramo e Sottoportico e Campiello della Malvasia vecchia. Sottoportico e Corte del Forno vecchio. Corte del Tagliapie-traj Corte del Teatro o Lavezara. Ponte di S. Cristoforo sul rivo del Teatro, Sottoportico di S. Cristoforo, Campiello di S. Gaetano. Campiello e Ramo dietro la Chiesa, Sottòportico a fianco il Caffet-tier, Calle del Caffettier, Fondamenta al ponte delle Feste, Calle delle Veste, Calle lunga S. Moisè, Calle del Cristo, Piscina di S. Moisè. Direzione della Società Veneta per la ricerca e l’escavo dei prodotti minerali. Corte Lovisella. Calle dello Squero, Ramo e Calle Greqa. Rama e Sottoportico Calle lì arozzi. Corte Ratozzi La famiglia Barozzi originaria da Padova, fu una delle prime dodici eh’ ebbero parte all’ edificazione di Venezia, e nelle quali fu stabilito primieramente l’ordine patrizio. I nobili di questa casa che nel 1379 facevano fazione all’estimo del connine di Venezia, erano tutti da S. Moisè. Corte Rarozzi. Il Paoletti nel suo Fiore di Venezia ci fa sapere che in questo sito altra volta erano le poste vecchie. La materia, egli dice, delle poste, che andò sempre perfezionandosi di pari passo coll’ incivilimento dei popoli, non venne mai negletta anche dai Veneziani. Già fino dal 1160 fu ordinato da essi un sistema postale affidato all’arte dei corrieri che salve poche modificazioni si mantenne fino al 1775. Ma fra i tanti disordini che nella seconda metà dello scorso secolo si vedevano necessarii di riforma, entrava anche questo abbandono delle poste alle private viste de’ corrieri ; per il che il governo evocava alla Signoria i diritti postali e ne lasciava al Senato la direzione non meno che la elezione del ministero. Da quel momento l’uffizio delle poste, che stava a S. Canciano, fu trasferito in questo luogo a S. Moisè, e la Repubblica in un tal ramo si è posla al livello dei progressi fatti dagli altri popoli nello scorso secolo. Palazzo Treves Consolato Prussiano. In questo palazzo tro-vansi raccolte bellissime incisioni, pitture e statue. Sono notabili fra le pitture, la Galatea di Lodovieo Caiacci; la Presentazione della Vergine del Camuccini ; un paesaggio con pastori e animali del Cicognara; Socrate ed Alcibiade del Lipparini; e la Tempesta e la Calma dell’Haivasowshy. Fra le staine, Ettore e Ajace che s’alTron-tuno, opere di Canova. Sottoportico e Corte del Nonzolo. Nessuna delle tre voci ita-