— 269 — ture adornano questa chiesa. '.Iacopo Tintoretto vi dipinse la pro-batica piscina ; e in altro quadro s. Rocco nella solitudine presso Piacenza. La cappella maggiore è adorna di quattro quadri dello stesso Tintoretto : e sono : s. Rocco, che risana gl’ infermi nell’ o-spitale ; s. Rocco moribondo confortato da un angelo, una delle migliori opere di questo pittore ; s. Rocco nella capanna visitato dagli uomini e dagli animali, edjl santo medesimo che, giudicato un esploratore, viene arrestato da alcuni soldati. Finalmente il Tintoretto dipinse anche 1’ Annunziazione della B. V. Sull’ altare della cappella a sinistra della maggiore si ammira un quadro di Tiziano col Redentore trascinato al Calvario da un manigoldo. La mezzaluna superiore col Padre eterno è detta lavoro di Andrea Schia-vone. Il Pordenone nella maggior cappella vi lasciò qualche bel- V affresco. Sugli altari, Sebastiano Rizzi dipinse il s. Francesco di Paola, che resuscita un bambino : Francesco Trevisani di Treviso colorì in Roma la pala con un miracolo di sant’ Antonio Patavino : 1’ Annunziata è di Francesco Solimene : e sull’ ultimo altare il Rizzi già vecchio dipinse l’invenzione della Croce. Altre pitture sono dell’ Angeli e del Fumiani. Le due statue di Davidde e di santa Cecilia sotto 1’ organo furono scolpite da Giovanni Marchiori. In riconoscenza delle grazie ottenute per l’intercessione di san Rocco nei contagi, il giorno di questo santo recavasi il Doge a questa chiesa in forma pubblica, col seguito del senato, della signoria e degli ambasciatori. Le primarie cariche della confraternita andavano ad accoglierlo. Il guardiano gli presentava un mazzetto di fiori, e presso lui si collocava. Altri fiori si offerivano agl’intervenuti. 11 cappellano della confraternita diceva la messa, dopo la quale passava la comitiva nelle sale della confraternita a venerare le molte reliquie ivi esposte. — Fu cappellano di questo pio sodalizio l’erudito prete veneziano Sante Dalla Valentina, che varie opere di patrio argomento pubblicò, e scelta biblioteca raccolse, il cui Catalogo fu pubblicato a Venezia dal Santini nel 1831. Mori il Dalla Valentina nel 1826, dopo di avere spiritualmente presieduta l’Ar-ciconfraternita per anni quarantaotto. Ed essa riconoscente gli pose monumento d’ onore nella cappella del Sacramento. Successore del Dalla Valentina fu 1’ altro erudito prete veneziano Giovanni Sci-pioni, al quale, morto nel 1846, tessè funebre elogio 1’ ab. Antonio Yason, che per breve tempo tenne quel carico. Avciconfralernila dì s. Rocco. Circa il 1516, accresciutosi il