— 57 — ne; ma pochi giorni dopo andarono ad abitare il monastero di s. Giacomo della Giudecca, sino a che 1’ altro venne riedificalo , 10 che avvenne 1’ anno 1574 a’ dì 14 marzo. La chiesa fu principiata verso il 1199 dalla patrizia famiglia Gelsi, e terminala sotto 11 doge Jacopo Tiepolo nel 1239. Poi venne riedificata : era divisa a crociera, ampia, con colonne d’ ordine corintio che sostenevano la cornicela quale girava e cingeva tutto 1’ edilìzio. In questa chiesa veneravasi un’ Imagine di N. D. La pia tradizione narrava come la detta imagine ritrovandosi sopra un monte nella Grecia, ed essendo state fatte molle prove da due mercanti di Pisa per estrarla da quel luogo, non fu possibile, poiché si spezzava. Due gentiluomini di casa Contarmi, fratelli di due monache di questo monastero, essendo da esse stati pregati che, avendo a far viaggio lontano , portassero loro qualche imagine di M. V., si trasferirono a quel luogo dovJ tra la detta imagine, di dove levatala, trovarono due villani vestiti di bianco con un carro, su cui collocata la condussero alla nave, e tosto sparirono i villani col carro : felicemente fecero vela verso Venezia, ma, più volte avendo mutato pensiero di portarla in questa chiesa, più volte furono in i-stato di perire ; onde risolvettero di porla in una barchetta, e lasciarla andare, seguendola però col naviglio, e così dal mare fu portata alle.rive del monistero Vanno 1341, alli 2 agosto, e fu con grande allegrezza ricevuta dalle monache; indi fatta una solennissima processione colf intervento del vescovo di Castello Nicolò Moro sini e del principe Andrea Dandolo col senato e clero, e portata sotto baldacchino, fu riposta nel sito dove ora si vede, operando continuamente miracoli ( Cronaca Veneta sacra e profana ). Oggidì a tali racconti dai più non si presta credenza, e si ride della buona fede de’nostri maggiori: ma gli è riso convulso di ignoranti esaltati. Se allora abbondante la fede, era abbondantissimo il valore, inviolabili i diritti, santi i doveri, sacro 1’ onore delle famiglie e degli individui, e la prosperità e la gloria della patria in cima ad ogni desiderio. Dicano pure che si credeva da femine ; ma non potranno mai dire che quelli che allora credevano da femiue non operassero da uomini. Corte delle Muneghe. Calle del Cimitero. Presso ogni chiesa parrocchiale o di regolari trovavasi uu cimitero. Questo di s. Francesco serviva ne’ vecchi tempi per que’ divoti che bramavano di essere seppelliti dopo morte presso a’Frati minori. Fu fatto l’an-