— 89 — Ciò solo sappiamo de’ primi regolamenti di essa. Ampliato il luogo, e cresciuto il concorso degli allievi, divise i maschi dalle femmine, lasciando quelli sotto la cura della confraternita sopraddetta, e queste commettendo alle matrone di s. Maria dell’Umiltà, istituite appositamente nella vicina chiesa di s. Maria della Celestia. Comperò in seguito un’ ampia casa dove ora si trova il luogo della Pietà. Dopo la sua morte, sorte differenze fra gli uomini e le donne intorno al diritto di eleggere il novello rettore, furono con legge dalla pubblica vigilanza elette le donne siccome più atte al grande uopo dell’ allevamento e della educazione degli esposti, e fu stabilito che la priora dello spedale dovesse essere eletta dalle sue sorelle e confermata dal doge, al quale si dava il giuspatronato del luogo pio. Raffreddato lo zelo degli uomini da siffatte disposizioni, abbandonarono ogni peso alle donne, le quali però non si perdettero d’animo, e acquistarono altre venticinque case e chiesero l’assistenza di alcuni assennati patrizii donde si formò la Congregazione del luogo pio soggetta al Magistrato degli spedali la quale lini con togliere alle donne dell’ U-miltà il governo dell’ istituto. Nondimeno quei governatori arricchirono lo stabilimento e ne cambiarono la picciola chiesa nel magnifico tempio che ora si vede sotto il titolo della Visitazione della B. V., lo che accadde sul principio del secolo XVIII sotto il doge Pietro Grimani, che ponea la prima pietra di esso tempio. Allora fu introdotto 1’ uso della scuola per gli esposti. Durante la Repubblica, i maschi rimanevano nello stabilimento fino ai dieci anni, le femmine fino ai quattordici. Il governo avea stabilito dei premi ai parrochi, alle balie campestri ed agli esposti medesimi, quando alcuno di questi si fosse per sè o per conforto di quell| innamorato della vita contadinesca. Il numero ordinario de’ raccolti era 500. Anche i maschi erano esercitati alle utili professioni, le femmine ai lavori del loro sesso, ed al canto per favore di un apposito legato di Pietro Foscarini, come già si praticava nei maggiori spedali di Venezia. Le cantatrici di questo luogo della Pietà aveano fama di peritissime, ed anche al presente è il solo spedale in cui le ragazze apparino la musica. Sotto il cessato regime italico questo e tutti gli altri luoghi pii furono posti sotto l’amministrazione deìla Congregazione della Carità, ma del 1826 essa amministrazione fu restituita a’ luoghi pii. Nell’ospizio si ammira un quadro del Moretto ossia di Alessandro Bonvicino, esprimente la 12