— 38 — quale serba colla evidenza poetica la precisione scientifica, e dove l’asprezza dei vocaboli tecnici si direbbe appositamente trovata per rilevare coll’armonia imitativa il concetto: Quale nell’Arzanà de’ Viumani Bolle l’inverno la tenace pece, A rimpalmar i legni lor non sani, Che navicar non ponno; e in quella vece Chi fa suo legno nuovo, e chi ristoppa Le coste a quel che più viaggi fece: Chi ribatte da proda e chi da poppa: Altri fa remi, e altri volge sarte, Chi terzeruolo ed artimon rintoppa. Ihìeuno, C. XXI. Ogni lavoro venne abbandonato mano mano che scemavano i bisogni di questa marineria condannata alla inoperosità commerciale, intanto eh’ ella medesima pareva avesse rinunciato alla operosità guerriera. Francia, Inghilterra, Spagna ed Olanda, già si erano impadronite del commercio, che per esse Colombo di terrestre aveva mutato in marittimo; siccome pure dei paesi dove il genio delle scoperte aveva piantate le tende dell’ europea civiltà. Venezia, lunga pezza superiore a tutte le marittime nazioni, era finalmente agguagliata da tutte; la pace di Passarowitz, imponendo fine alle lunghe contese coll’ Oriente , ma nel medesimo tempo condannando la Repubblica a restituire al Turco ogni conquista, vibrava il colpo mortale al commercio ed all’ Arsenale medesimo. Non per tanto Angelo Emo parve volesse risuscitare i tempi dei Dandolo, dei Zeno e dei Morosini, e li avrebbe risuscitati, se al genio di un uomo che non regna fosse dato di poter volgere i destini di un popolo che corre ebro alla sua ruina condotto da un’ orda di forsennati: .....Si Pergama dextris Defendi possent, satis hac deferisci fuissent. Egli morì nel 4792, e nel 1797 doveva cadere Venezia (*). (‘) Dopoché una lempesta ebbe fatto naufragare la sua flotta ad Eleos, egli entrò in Senato, e disse: » OHro tutti i miei beni per riparare la perdita che ha fatto la Repubblica. » Come male conobbero quest’uomo i patrhii!