— 10L» — famiglia Tribuno. Fu rifabbricata nell’864, e dipoi nel 1105 per essere stata arsa dal terribile incendio di quell’anno; ed in quella occasione fu architettata in guisa da rendere nel corpo di mezzo simiglianza alla basilica di s. Marco. Nel 1089 il terremoto la danneggiò d’assai nell’ interno e allora fu ridotta alla presente forma sansovinesca, per la liberalità di Torrino Tononi merca-dante ricchissimo. Per il testamento del senatore Vincenzo Cappello fu eretta nel 1004 la facciata sul campo ; e quella presso il ponte fu innalzata prima nel 154Ì a spese di un altro Vincenzo Cappello generale illustre, la cui statua, ritta in piedi sull’avello, scolpita da Domenico figlio di Pietro da Salò, adorna la facciata medesima. Varie confraternite erano ascritte a questa chiesa, 1’ antichissima delle quali era quella della Presentazione, instituita del 933, quella dei Cassellai, quella dei Fruttaiuoli, quella di s. Barbara dei Bombardieri, e quella della Trinità instituita nel 1004 per la liberazione degli schiavi. Ma sovra ogni altra cosa la memoria che rende celebratissima questa chiesa è quella del rapimento e della liberazione delle spose castellane e della festa e della visita del doge che quindi ne seguitò. Nella chiesa sono singolarmente ani-mirabili una santa Barbara, quadro bellissimo di Palma il Vecchio; lina Madonna con parecchi devoti sotto il suo manto, di Bartolomeo Vivarini, dell’anno 1487; la Vergine addolorata ch’è nel terzo altare, a deslra, di Jacopo Palma; e la Purificazione, del cav. Paoletti, nell’ altare di faccia. L’ aitar maggiore fu rifabbricato sul modello di Francesco Smeraldi detto Fracà. Ai lati del presbiterio stavano, gli è qualche tempo, due monumenti ricchissimi di marmo e di sculture , uno a destra a Bartolomeo e Antonio Tononi (*), un altro a sinistra, alla memoria di una gentildonna Barbaro. Furono tolti via, e rimasero solamente i busti, e questi vennero sparsi per la chiesa. Erano goffi que’ monumenti ma pur importanti per la storia dell’arte nelle sue aberrazioni e, quanto alla parte meccanica della scultura non indegni d’essere studiati. Che oggidì si fugge 1’ ammanierato e l’ampolloso, ma si cade in una semplicità misera. Nell’ insieme nessuno si degnerà imitare i secentisti, ma chi non li vorrà riconoscere superiori nel trattare le singole parti ? Nelle pareti eli’ erano ingombrate da quei monumenti il cavaliere Pao- (*) Lo aveva fatto erigere Tonino Tononi a suo padre e a suo figlio, quel Torrino Tononi che, come fu detto, beneficò la chiesa.