— 255 — legra troppo ¡1 piagnisteo sulle disgrazie economiche della propria famiglia, e sulla filosofica spensieratezza del buon Gaspare, poeta e sempre sfortunato. Oggidì vi regnano le lettere con migliore fortuna. Il tipografo Giovanni Cecchini fa spiccare il suo accorgimento e la sua passione per l’arte nelle molte ed eleganti edizioni che intraprende per conto proprio e per altrui interesse. Fu meritamente premiato dall' I. 11. Istituto Veneto della medaglia d’argento nell’anno 1851. Calle del Teatro. Ramo primo e secondo del Teatro. Giardino. Giardinetto. Corticella. Al termine di questa calle e dei rami, sorgeva il celebre teatro di s. Cassiano, detto nuovo rispetto al Teatro vecchio, che fu ne’ secoli addietro in questa medesima parrocchia, nella così detta Corte Michieli presso il Campanile, e la cui memoria ci serba il Gallicciolli (loc. cit. pag. 158). Il teatro, di cui ora parliamo, ebbe la sua maggior auge nel 1629, e appunto allora ebbe a perire oer un casuale incendio. Ma fu tosto ricostruito ; e nel 1636 alcuni scelti professori dì musica rappresentarono nel rinnovato teatro il melodramma Y Andromeda, musica del Manelli, e poesia di Benedetto Ferrari. Poscia per lunga età fu esso la delizia de’ Veneziani ; ma minacciando rovina, fu rifatto nel 1736 con sei ordini di palchetti, sul disegno dell’architetto Bo-gnolo. Fu proprietà della famiglia Tron di s. Benedetto. Nel 1800 fu del tutto demolito : ed oggidì su quell’ area i conti Albrizzi vi piantarono un giardino di alberi esotici, che vegetarono molto frondosi e belli ; ed ove un tempo gorgheggiavano le graziose cantatrici, e i musici più famigerati, ora gorgheggiano alla bella stagione i vaghi augelletti in ombroso recinto. Pochi anni or sono, i conti Albrizzi gettarono da un piano del loro palazzo, ch’è al di là del rivo, un ponte ; passato il quale si entra in una gotica torre, e da questa si discende al giardino. ( V. Notizie ed Osservazioni intorno all’ origine e al progresso dei Teatri in Vene-zia, ec. Venezia, 1840, pag. 16; erudito lavoro anonimo del segret. cav. Benato Arrigoni ). Fondamenta della Stua. Sottoportico e Campiello della Stua, con pozzo. Corte. Ramo della Stua. Ebbe il nome da qualche Stuer che vi abitava. Stueri diciamo gli stufajuoli, cioè quel genere di bassi chirurghi, che sogliono governare i piedi, risecandovi i calli ; ed hanno sempre in pronto acqua calda e qualche caldano o stufa.