42 — le furono posti. Tutti quattro hanno sulle basi iscrizioni incisevi a Venezia. Questo è quanto sappiamo di certo. Di tutto il resto sub judice lis esU La barriera avanzata è opera del secolo XVII, e accusa colla troppa decorazione, e colla profusione dei metalli tutto il pessimo gusto dell’età. Otto statue del Cornino e del Penso non sono • niente più lodevoli. La porta terrestre oltre all’ essere magnifica é anche elegante e di ottimo stile, nel medesimo tempo che ricchissima di decorazioni. Si attribuisce a Fra Giocondo, siccome quello che lavorava a Venezia nel tempo ch’essa porta fu eretta, che fu l’anno 1460, ducante Pasquale Malipiero, come dicono le iscrizioni che leggonsi in caratteri intralciati secondo l’uso del tempo sui fregi e sugli zoccoli coll’era veneta 1039. Del 1574 fu consacrata siccome monumento della battaglia delle Curzolari, secondo che dice un’ altra iscrizione. Gli allievi del Sansovino la decorarono di buone statue. Nel -1578 il Campagna vi pose la statua di santa Giustina in memoria della battaglia di Lepanto. Del 4688 fu fatta arco di trionfo a Francesco Morosini, con armi, trofei, stemmi ed il nome del trionfatore. Questa porta è dunque in certo modo una storia dell’ architettura veneta. L’ atrio ossia il vestibolo d’ ingresso e la statua della Vergine col bambino che lo adorna, è opera gentilissima di Jacopo Sansovino, posteriore quindi al 1523. Entrati appena, si presenta l’Arsenale veneto, fondamento, embrione per cosi dire di tutto il rimanente. Fu costrutto 1’ anno 1104, ed è quello descritto dal poeta sovrano. La prima porta, alla sinistra di chi entra, è sormontata da un monumento eretto alla memoria del conte Otton Guglielmo Konisgmark, il quale sotto gli ordini di Francesco Morosini fece saltare in aria la cittadella di Atene, con altre prove di valore. Le sale d’armi sono, a detta de’ medesimi Francesi, una specie di museo di speciale e storica importanza, che contrabbilancia in piùd’un punto per la ricchezza delle rimembranze, il celebre museo di artiglieria di Parigi ch’è sì vantato e sì degno di esserlo. Le due sale della marina sono le più curiose. Vi si conservano le tre armature dei conquistatori di Cipro, Candia e Morea, balestre della battaglia di Lepanto, elmi e morioni portati nella presa di Costantinopoli del 1203. Obici e bombe o palle di pietra usate nel-