— 150 — ino sguardo, l'ultimo sospiro loro. La scuola di s. Fumino, che special cura poneva nel circondare di conforti spirituali quei deserti di ogni umana speranza, li accompagnava, e a quella benedetta imagine accendeva due nere torcie. Ardono anche oggidì due torcie, per pio legato di un capitano dalmatino, quando la squilla annunzia (inito il giorno, quasi saluto a Maria ed argomento di gratitudine. La state, quando sulla Piazzetta e sul Molo convengono i cittadini a respirare la fresc’aria, quel suono e lo improvviso risplendere di que’ ceri interrompono alcun poco la gioia, e in qualche anima insinuano quieta mestizia. Gruppo in porfido. Sta nell’angolo della chiesa verso il Palazzo Ducale, e fu da Acri trasferito nel XIII secolo. Pende la lite se quelle ligure rappresentino Arinodio e Aristogitone, uccisori del tiranno Ipparco,o piuttosto i fratelli Anemuria, cospiratori contro Alessio Co-mneno. Nel parapetto del sedile di marmo sono scolpite in caratteri del secolo duodecimo queste parole: A’om po far e die in pensar E veya quelo che li po inehontrar, che si dicono versi, e saranno lutti e due, quando si legga altrimenti da quello che si fa il primo, che coll’om e col die ci pare non abbia nè senso alcuno nè il numero de’piedi dell’altro endecasillabo. Ci pare che leggendo Omo e dicere (del quale dicere può essere abbreviatura il die (*), si accomoderebbe ogni cosa, e la sentenza de’versi ne uscirebbe bellissima. Senza di ciò conveniamo nell’opinione del Moschini, che non li crede d’onore alla poesia volgare, e che li riporta solamente ad appagare il gusto di qualche cacciatore di bazzecole (**). Nè conveniamo con (*) E sul die ci parve di vedere un segno d'abbreviatura, ma forse è un guasto del marmo. Badisi. Altri lesse Elega in luogo di E vega. (*') Questi versi antichi, e che si reputano del XII secolo, ci fanno ricordare di altri da noi veduti, e che crediamo inediti, i quali desidereremmo conoscere se nel cinquecento o in che altro tempo furono fatti. I cavalli del pronao e il gruppo di porfido ci perdonino, se divertiamo gli archeologi e i letterali dai profittevoli loro studii su di essi Eccoli : Signori chari, questo doxe chan Lui lavorila ebrei contro e clisti,in E1 vi farà vigner presto a le man. Si fuse in vui el squartarla domali. Si a questo vui presto non provedeti Tuti vi sbatarè le man e i pedi. Questi pochi de versi ch’i ò stampato (forse mi u) Per el zelo l’amor ch’io porlo al stalo. Si vui grandi non lo punirei i Dal popul Culo ocixi soreti.