— 207 — gura barbuta, ritratto del famosissimo infame Pietro Aretino; il quale altri negano, altri asseriscono sepolto in questa chiesa medesima. Nel secondo altare, al lato sinistro della chiesa, la pala con s. Lorenzo Giustiniani è di Carlo Loth. Il soffitto, dipinto da Domenico Bruni, da Francesco Zanchi e da Giambattista Lorenzetti, fu rifatto da Sebastiano Santi. Finalmente nel picciolo atrio appresso la cappella sinistra verso l'aitar maggiore è il busto del predetto pittor bavarese Giancarlo Loth qui morto 1’ anno 4698. Nel vicino cortile sono raccolte le iscrizioni che prima stavano in chiesa, e si apparecchiano monumenti ad alcuni uomini illustri, fra’quali Giunja-copo Farsetti che molto meritò nella guerra di Candia. Il rio che scorre dinanzi la chiesa fu nominalo da essa. Campo di San Luca. Nel mezzo di questo campo sorge un piedestallo di marmo il quale sostiene l’antenna collo stendardo. Credono alcuni, scrive il Gullicciolli(4),che lo stendardo il quale ve-desi sempre nel campo di S. Luca, indichi ivi essere il centro, ovvero il mezzo della città; veramente questa opinione può correre, se s’intenda di un mezzo moralmente preso. Scrive quindi il San-sovino: San Luca situalo nellJ umbitico della ci Uà, (2) onde perciò si vede nella piazza uno stilo di continovo senza pennone, e fu opera della famiglia Dandolo. Ma da ben accreditato cronista altramente così si scrive : «Nella congiura di Baiamonte una porzione di ribelli, essendo slata sconfitta a S. Luca principalmente dal guardiano della Carità, sopravvenuto con molli de’suoi fratelli di scuola, e alcuni dell’arte dei pittori, in memoria di ciò, scrivono che fu stabilito alzar lo stendardo in campo a S. Luca, e nella banderuola, mettere il segno di quella scuola e di quell’arte. » Nel piedestallo sono scolpiti gli anni 4310, che è quello della sua erezione, e 4794 e 4837 in ambo i quali fu restaurato. Ragguardevole in questo campo è anche la farmacìa, di ragione della ditta Ongarato e Comp. sotto la doppia insegna della Vecchia e del Cedro Imperiale, e riccamente fornita di ogni sorla di medicinali, siccome pure di quelli apparecchiati secondo gli usi di Londra, di Edimburgo, di Vienna, di Parigi e di Berlino. (i) Memorie ecc. L. I, 366. (■¿) È di Parigi Ariosto. — Siede Parigi in una gran pianura, Nell’umbilico a Francia, anzi nel cuore.