— 157 — . po quelli che vennero fusi nel secolo precedente. Il comparto è semplice e grandioso: ad imitazione di quelle del S. Giovanni, introdusse nel giro esterno in altrettante nicchie alcune statue che legano la composizione coi risalti di alcuni busti, nei quali effigiò sè stesso, Tiziano, 1’ Aretino, e forse alcuni altri amici od allievi e collaboratori, che lo aiutarono in questo penoso e lunghissimo lavoro. Gli Evangelisti furono raffigurati iu queste statue coi loro attributi, e riempì i vani con alcuni putti graziosamente scherzanti fra diversi festoni e diversi libri in modo assai pieno di gentilezza e di gusto. I due principali soggetti nei compartimenti maggiori furono la Hisurrezione e la Sepoltura del Redentore, nei quali pose ogni studio, riuscendo particolarmente a far ¡sfuggire sul piauo le parti louiaue con bello artificio, e componendo con nobili ed espressivi atteggiamenti il soggetto della sepoltura. Ma in tutto il lavoro si scorge qualche affettazione, qualche mossa studiata, e soprattutto alcune caricature nelle teste, nelle barbe, nelle estremità , che annunciavano l’allontanamento dall’aurea antica semplicità. Preso però in totale il lavoro può dirsi abbastanza insigne, perchè sempre dovesse tenersi in altissimo pregio, e non essere espulso dal luogo sacro, come lo fu per pochi anni, murandosi la porta » (’*). Lavorò il Sansovino anche la porta, ch’è delle più leggiadre e ricche. La valva e la porta furono compiute nel 155(5 Organi. Le portelle degli organi furono dipinte due da Gentile Bellini, e due dal cremonese Francesco Tacconi. Il busto del papa Gregorio XVI, che sta sopra la porta, che mette in sagrestia, fu inaugurato nel 1843. Sotto confessione. E sotto la cappella maggiore e le due laterali: fatta impraticabile per l’umidità, fu abbandonata verso il 1580. E dessa un quadrato di circa 26 metri; il suo pavimento e a metri d, 39 sotto il livello comune del mare. Era illuminata da tre finestre e da quelle 14 finestrette che si veggono nella inferior parte del parapetto di marmo, che chiude il presbiterio. Ha 52 colonne di marmo greco, e nel mezzo un altare, che sta precisamente sotto il maggiore della superior chiesa : il tetto era dipinto a fresco; il suo pavimento è di marmo greggio (**). (*| Slor. cleìla scult, voi. V. pag. 269. (**) « Il doge Marco Foscarini, sempre nobile e grande ne’suoi pens?menti,