— 247 — Lioni, il quale nel 1658 in essa abitava, esercitando 1’ arte d’intagliare in legno immagini del Crocifisso. Campiello del Forner con pozzo. Calle dei Muti o Buglioni. La famiglia Muti, da cui questa calle prese il nome, abitava in s. Cassiano fin dal 4630. Aveva nello stemma un’ aquila nera in campo giallo. Possedeva molte case in s. Lucia unite in una Calle* ivi pure nominata dei Muli. Avea sepolcri in s. Salvatore, s. Marziale e sant’ Agostino ( V. Cicogna, Inscr. Ili, p. 23 ). La famiglia si divise in parecchi colonnelli, ma tutti provenienti da Bergamo. Ebbe cardinali e soggetti ragguardevoli: ed oggidì, discendente da questo casato, e nativo di Bergamo, decora la cattedra patriarcale di Venezia, S. Ecc. Pietro Aurelio Mutti, piissimo e dottisimo nostro Patriarca. Chiesa parrocchiale di s. Cassiano. Il prete Giambatista Gal-licciolli illustrò per ogni maniera nelle sue Memorie (Voi. VI e VII) questa chiesa, di cui era alunno, ed ove riposano ora le sue ossa. Colla scorta di lui accenneremo, ch’ebbe principio nel nono secolo, come chiesa parrocchiale, a merito delle famiglie Michieli, Mi-notto e Miani, quantunque anche nell' anno 726 esistesse una chiesa ad uso di monache. Fu dedicata da principio a s.ta Cecilia. Nel 4105 un immenso incendio questa ed altre chiese distrusse: perciò nell’ anno seguente fu rifabbricata. Nel 4205 e nel 4350 avvennero altri rifacimenti •, e finalmente al 4614 fu ridotta allo stato in cui oggidì si vede. Però venne in questi ultimi anni ristau-rata ed abbellita per le cure zelanti del parroco Simeone Marinoni, specialmente nella muraglia a mezzodì, cui fu tolto il portico deforme che vi era addossato. In quanto a pitture si notano : una pregevole tavola, il Battista ed altri Santi, di Jacopo Palma seniore;*la Visitazione di Maria Vergine di Leonardo Bassano; la tavola dell’ aitar maggiore di Jacopo Tintoretto, con Cristo risorto, ed i santi titolari Cassiano e Cecilia ; del quale Tintoretto sono i due quadri laterali della stessa cappella, ed i comparti sulla cantoria dell’ organo. La B. V. Addolorata è di Odorico Politi, ed il santo Antonio Patavino è del Nestore de’ nostri pittori Lattanzio Quereua. L’ abate Carlo del Medico profuse ogni ricchezza di marmi e di ornamenti nella sagrestia, ove desiderò di essere sepolto. Anche il pulpito è sostenuto da due belle colonne di verde antico. Il campanile è antico, e se ne trova memoria fin dall’ anno 1292. Pare che fosse edificato ad uso di torre.