- 192 — no, e del 1810 si ridusse di parrocchia ad oratorio di s. Stefano. Le sue pitture non meritano considerazione. Calle del Piovan. Soppressa scuola degli Albanesi. Il suo prospetto esterno ha un basso rilievo antico che rappresenta 1' assedio di Scutari, con iscrizioni. Buona è la scultura che vedesi sotto, rappresentante N. D. col divin Putto e due Santi. L’oratorio fu fatto costruire da una società di Albanesi verso la metà del secolo XV. Rio del Santissimo. E così nominato, perchè scorre sotto la cappella del Santissimo della chiesa di s. Stefano, la quale cappella è fabbricata sopra un arco, per non impedire il corso del rio. Calle del Spezier, Campo di S. Stefano. Bicolli palagi lo adornano. Quello dei Loredano, alzato a’ tempi del Sansovino, ora è occupato dall’/. 11. Coniando militare della città e fortezza di Venezia. Questo ufficio dirige il servizio militare interno e quello delle fortezze di s. Nicolò del Lido, di Malghera e di tutti gli altri forti del litorale, delle lagune e dei punti interni fortificali dell’estuario. Al Comando è annesso 1’ Auditorato di piazza, il quale atiende al-l’amministrazione giudiziaria militare. Il grandioso palazzo Pisani fu innalzato nel secolo XVII: il Sansovino, secondo il p. Coronelli, ne avrebbe lasciato il disegno. Il palazzo Morosini-Gatterburg, appartiene ai discendenti del Peloponnesiaco, ed ha una copiosa raccolta d'armi in gran parte tur-chesche. — In questo campo si diedero fino ai primi anni del presente secolo delle Cacce di tori, che vennero abolite dopo che crollò sopra gli spettatori lo steccato di legno che vi si soleva erigere. Chiusa di santo Stkfaìso. Gli Agostiniani vissero sotto 1’ imperio della Repubblica dall’ anno 860 sino alla sua caduta. In quel tempo dal senato fu assegnato in dono ad abitazione dei padri l’isola di s. Lazzaro con 1’ oratorio di s. Maria in Nazaret, presentemente il Lazzaretto Vecchio, e continuò ivi la loro permanenza lino all’ anno 1002, che furono chiamati ad abitare in città dal vescovo Pietro Quintavalle Olivolense, il quale loro assegnò il luogo di s. Antonio a Castello, dove stettero fino al 1264. In quell’anno (*) si principiò a fabbricare la chiesa e il monaste- C) Sbaglia il sig. Zanotto dicendo nell’ opera Venezia e te sue lagune che gli Eremitani di Sant’ Agostino . . . acquistate nel centro delta città, V anno i parecchie case, vi fabbricarono la nuova chiesa. La chiesa fu fabbric.ita nel 1264. Anno Domìni 1264 Ecclesia Sancii Stephani Prulhomart'ris constructa est, et raedifìcari cipit habitantibus lune patribus nostri» Heremitanis, qui ex