— 166 - ve serviva sotto la Repubblica di biblioteca e di museo. La biblioteca occupava in lunghezza i sette ultimi archi verso il campanile, e i tre primi delle Procurale che guardano il campanile. Il salotto che mette «Ila sala ha il soffitto ornato di pitture di Cristoforo e Stefano Rosa: Tiziano vi rappresentava nel mezzo la Sapienza coronata di alloro (*). Nella sala Giulio Licinio, Giuseppe Salviati, Ranista Franco, Giovanni de Mio, Bernardo Strozzi, Giambattista Zelotti. il Padovanino, Paolo Caliari, e Andrea Schiavone, eseguirono le belle pitture della volta. Le pareti, come vennero tolti gli scaffali dei libri, si adornarono di due opere di .Iacopo Tintoretto, e di altre due di Antonio Molinari. Le cariatidi gigantesche che servono di stipiti all’arco interno di mezzo del porticato furono lavorate da Alessandro Vittoria. La scala, divisa in due rami ed avente stucchi dello stesso Vittoria, fu dipinta da G. R. del Moro e da G. R. Semolei soprannominato il Franco. Procuralie nuove ora Palazzo Reale. Il Sansovino diè il disegno di questo edificio, e lo condusse per tre archi ; lo Scamozzi per altri dieci, con qualche alterazione; poscia lo continuarono in diverse epoche altri architetti, tra' quali un Francesco di Rernardi-no, un Marco della Carità, e Raldassare Longhena, dilungandosi tutti continuamente dal far corretto ed elegunie dei tre primi archi. E lunga quest’ala delle Procuratie metri 135, 52, ed alta metri 22, 43. Ai tempi della Repubblica vi abitavano i procuratori di S. Marco, che nell’ordine del patriziato erano i primi dignitarii dopo il doge. Caduta la Repubblica 1’ edilizio, compresa la libreria, fu destinato ad essere in parte dimora reale e in parte residenza del Governo. La reai dimora è ricca di varii capolavori di pittura: VEc-ce-ffomo di Alberto Durerò, la Discesa al Limbo attribuita al Gior-gione, il Faraone sommerso di Tiziano, e varie opere di Ciambellàio, Rassano, Paolo Veronese, Ronifacio, ed altri. Ili molte delle stanze le pareli ed i soffitti furono dipinti da Politi, Havez, Demin. Moro, Santi, Revilacqua ed altri egregii. Agli uffizii di custodia del palazzo appartengono 1111 custode, 1111 aggiunto al custode, un guardarobiere , 1111 magazziniere, un controllore, due guardaportoni, due inservienti, un capo gondoliere, gondolieri e facchino. Quanto a-gli Ufficii del Governo, il quale abbiamo detto risiedere in una parte di queste Procuratie, essi si compongono di governatore, di vice pre- (*) E se 1’ avesse coronata di spine;1 Ma anche l’alloro non dà frutti.