— 454 — Molo. Questo vocabolo significa riparo alla violenza dell1 acque; ma traccia non è rimasta d’ argine inalzato in questo sito a tal fine ; e però viene creduto che molo nddimandisi questo luogo per la somiglianza eh’ avrà avuto ad argine una lingua di terra, la quale si spingeva larga verso le acque dal sito ove sono le due colonne. Pi 'esso al ponte chiuso, che inette al giardino reale, era ne’ vecchi tempi una pescheria. S’interrò questo fondo in tutta la sua estensione, dal rio di palazzo al ponte già detto di Pescheria, verso l’anno 4285, quando fu aggrandita la piazza verso la laguna. Giardini• reali. Si distendono sopra un suolo che a’ primi tempi era velma e terreno limaccioso, il quale, dopo asciugalo, prese il nome di Terra nova, forse perché assodato posteriormente al molo. Sappiamo dai cronisti che vi esistevano degli squeri, e che il luogo era detto Novo Arsenal. Da ultimo esso diceasi i cabioni per un serraglio, dove i dogi custodivano le fiere che da’ principi ricevevano in dono. All’ erigersi di alcune fabbriche, che poi si demolirono per formare i giardini, questo suolo lasciò probabilmente i due ultimi nomi, e conservò, almeno presso a taluno, il primo di Terra nova. Ma comunemente esso dicevasi la Sanità, dal magistrato che risedeva in una delle fabbriche. Tutti gli altri edifizii servivano ad uso di granai per lo provvedimento ordinario della città. Colonne. Queste due colonne di granito orientale furono trasportate da Costantinopoli sotto il dogado di Vitale II Michiele ; ed allora erano tre, ma nel tirarle a terra, una cadde in acqua, e più non si seppe rilevarla. Le innalzò il lombardo Nicolò Barattieri 1’ anno 4180. Questo ingegnere domandò il privilegio che nello spazio fra esse il popolo potesse intrattenersi in giuochi proibiti altrove. Gli fu concesso quanto domandava, e più; perchè il vocabolo barattiere, uomo di mala vita, che vive di giuochi e di guadagni illeciti, pare sia derivato dal suo nome. Sotto il doge Antonio Gritti fu tolto quello strano privilegio. Dacché si dirizzarono le due colonne, si giustiziavano fra esse i malfattori; tuttavia, da alcuni casi registrati dallo Zamberto, par si possa dedurre che fosse cosa ordinaria far girare i malfattori pel canal maggiore fino a s. Croce, mentre un banditore pubblicava il loro misfatto, e poi si facessero morire nel luogo del delitto. Palazzo ducale. La sede ducale fu trasferita verso 1’ anna 810 da Malamocco in Rialto, e posta nel sito ov’ era la chiesa di s. Teodoro edificata da Narsete. La trasferì il doge Patriziaco o Parteci-