— 217 — notabile la pala dipinta da Jacopo Palma, esprimente N. 1). nell’alto ei santi Antonio abate, Giambattista e Francesco d’Assisi, e al di Sopra, in una mezza luna, un coro d’angioletti dipinto da Andrea Vicentino. Nell’altare dedicato a s. Girolamo èia statua scolpita da Tomaso Lombardo. Il monumento ai dogi Lorenzo e Girolamo Priuli si crede eretto sopra disegno di Cesare Franco. Le due statue che sorgono sulle nicchie formate dalle colonne rappresentano i santi Lorenzo e Girolamo. Nell’ultimo altare è una tela abbozzata da Giambattista Piazzetta e compiuta da Domenico Maggiotto, esprimente s. Nicolò vescovo e il beato Arcangelo Caneti, canonico lateranense. Attiguo alla chiesa è il monastero dei suddetti canonici, ora volto ad uso di quartiere militare; opera nella quale ebbero parte Tullio e Sante zio e nipote Lombardo, nonché Jacopo Sansovino, il quale tanti bei lavori condusse a termine in questa Venezia. Di fianco alla stessa chiesa v’ha la già scuola di s. Teodoro, la cui facciata, coperta di marmo istriano e ricca di statue, venne pure eretta col peculio di Jacopo Galli, sopra modello di Baldassare Longhena o di Giuseppe Sardi. Il Galli vi dispendio trentamila ducati. Di presente nella scuola di s. Teodoro è un gabinetto di antichità, di Antonio Sanquirico, nel quale insieme a preziosi oggetti si conservano molte anticaglie di poco conto. Sulla facciata di questo tempio, e precisamente alla base di una colonna, verso la Merceria, cadde una palla nella ossidione sostenuta dalla città nell’agosto 1849, che vi fece'una profonda squamatura, la quale tuttavia si vede. Merceria del Ss. Salvatore. Da molti magazzini che spacciano merci venne il nome a questa magnifica via, la quale ha principio dal campo di s. Bartolomeo e va fino alla Piazza di s. Marco, pigliando l’aggiunto di Merceria di s. Bartolomeo, del Ss. Salvatore, di s. Giuliano, dell’Orologio, secondo le contrade che percorre. Ancorché la presente condizione economica del paese (massime dopo la soppressione della franchigia) sia tutt’ altro che prospera ed anzi infinitamente diversa dall’antica agiatezza, tuttavolta non mancano nei magazzini della merceria tutto che di più raro ed elegante fabbricano le officine d’Inghilterra e di Francia, nonché della industriosissima Germania. Corte del Tagliapietra. Anche attualmente è qui presso una officina di tagliapietra, dalla quale in antico sembra aver ricevuto nome la corte. La conduce il valentissimo scarpellino Fadiga. 28