— 18 - già assegnalo dal uobil uomo Pasquale Fosearini all’uopo che si erigesse un tempio a s. Gioachino. Di questo fu sospesa la fabbrica dal capitolo dei canonici della chiesa patriarcale, rimanendo alla calle sovrastata e ad altri luoghi propinqui la denominazione di s. Gioachino. Calle s. Gioachino. Scuola comunale maschile. Questa scuola fu istituita nel 1822. Prima il luogo era spedale, uno dei più antichi di Venezia, fondato nel secolo XI da parecchi pii cittadini, sulle prime come ospizio di pellegrini, poscia come spedale di feriti e di malati. Nel 1328 Marco Bonacaso, priore, accrebbe le rendite dello spedale, e nel 1348 poselo sotto la protezione del doge. Eugenio IV e Pio IV, pontefici, lo arricchirono d’indulgenze. Fu soppresso nel 1806. La piccola chiesa de’ss. Pietro e Paolo, già annessa allo spedale e che tuttavia sta aperta al culto divino, nulla offre di notabile- Ponte e Fondamenta s. Gioachino, Ponte novo, Fondamenta e Rio della Tana. Della voce Tana si parlerà toccando delI’Ar-seuale marittimo. — Ramo del Forner (Fornaio), Calle dietro il Forner, Rumo s. Gioachino, Fondamenta e Campo s. Anna. Collegio dellJI R. Marina. Prima di far qualche parola su questo stabilimento, diremo del convento (di s. Anna), che prima era quivi. Verso il 1242 alcuni monaci dell’ ordine di s. Agostino fondarono un monastero dedicato alle sante Anna e Caterina. Poscia tramutatisi a Santo Stefano, cedettero questo convento ad alcune monache della regola di san Benedetto, le quali dal 1304 vi si mantennero con varietà di casi, di litigi e di esempi. La chiesa, contigua al chiostro, fu riedificata nel 1634. Esisteva in essa un palio d’altare ricamato in seta da Alluria e Penna Robusti, figlie al celebre Tintoretto e monache in quel convento, rappresentante la Crocifissione del Signore, quale il loro padre 1’ aveva dipinta nell’ albergo della Scuola di san Rocco, anzi egli stesso ne aveva dato il disegno alle figlie; e correva tradizione fosse divenuta cieca una delle ricamatrici appena finito il lavoro. Soppresso il monastero di Sant’Anna, quel parapetto passò in proprietà del conte Luigi Sa-vorgnan. Ruon numero di cadetti, figli di agiati cittadini, ha questo collegio. Apprendono tutto che spetta alla navigazione, aggiungendo anche allo studio delle scienze quello delle arti belle-Non può non dare 1’ ultima mano alla sana educazione che ricevono , la mesta memoria delle glorie di questa antica regina dei