— 271 — ( circa il 1844 ) al quale mandiamo il lettore per più copiose notizie. Ramo Caslel Forte. Corte della Scuola con pozzo. Il Sabel-lico dice ( de Sii. Urb. lib. 7, reg. 3 ), che nel luogo ancora oggidì appellato Castel Forte egli ha veduto avanzi d’un castello di estrema antichità. Pensano alcuni, che sia detto Forte per la sodezza del suo fondo. Altri giudicano, che ivi fosse uno Squero, o luogo da fabbricarvi navi ; e che nel -1261, o 1264, essendovi stata edificata una grossa nave, detta la Rocca forte, sopra cui montarono cinquecento uomini per sicurezza della carovana, Capitano Wichele Doro, che andava bailo in Acri, e che sola fuggì dai Genovesi, e ritornò a Venezia, questa abbia dato il nome a quel luogo. Il Trivisann pubblicò nella sua Laguna, pag. 63, due lapidi, trovate nelle vicinanze di Castelforte, scavando un pozzo alla profondità di circa tredici piedi. Calle dietro Castel Forte. Calle di s. Nicoletto. Questa calle riceve il nome dal soppresso Convento di s. Nicolò della Lattuga, ovvero s. Nicoletto dei Frari. Di questo cenobio narrano ì Cronisti la origine che diremo ; i quali forse compiacevansi, nella loro ingenua semplicità, di dare ad alcune cose di religione curiosi ed umili principii. Nicolò Lione, Procuratore di s. Marco, quegli che scoperse la congiura del doge Marin Faliero, ossendo aggravato da fiera malattia, e desidirando ardentemente di mangiare delle lattughe, nè potendosi queste ritrovare ad onta di ogni fatta ricerca, gli furono in fine offerte dai Frati Minori Conventuali, che ne avevano nel loro orto. Mangiate che l’ebbe, ricuperò poco dopo la primiera salute. Laonde riconoscendo egli un tal beneficio dalle orazioni di que’ buoni frati, in segno di sua gratitudine volle fondare presso alf orto de’ medesimi una nuova chiesa dedicata a s. Nicolò, e insieme un convento, per abitazione di alcuni altri claustrali del medesimo loro ordine. Della qual chiesa e convento nel 1332 fece giuspatroni i Procuratori di s. Marco chiamati de ultra. E nel 4353 accordò con suo testamento l’assoluto possesso alla religiosa casa de’ Minori, come quella che riconosceva per sua benefattrice. Nel 1582 fu consacrata la chiesa da Marco Medici, vescovo di Chioggia. Aveva pregevoli dipinti, e v’era un altare con molti privilegi dedicato alla Madonna della Pietà. Nel 1743 un incendio consunse quasi tutto il monastero, il quale in breve risorse migliorato. Oggidì Io vediamo ancora nella sua esterna integrità,