— 318 — Calle Corbetto. Sottoportico del Pignatter (Pentolajo). Fossa Capara. Calle Raspimi. Fondamenta Lissa Fusina. Così detta perchè guardo la terra ferina, al sito di Fusina. Campiello deli Oratorio. Oratorio di S. Filippo Nerie della B. V. Solido ed ampio edificio, poco lungi dalla chiesa di S. Nicolò, eretto nel 1760. Calle del Buratello. Carte dei Preti. Sottoportico Mainetti. Fondamenta Riello. Campiello di S. Lorenzo. Campiello Tran, e Fondamenta. Calle dietro la chiesa. Campo di S. Nicolò. Chiesa di S. Nicolò vescovo. Di antichissima costruzione a tre navate, con larga e solida torre a canto. Era parrocchia fin 1’ anno -1810, in cui fu dichiarata succursale dell’ Angelo Raffaele. Fu detta S. Nicolò de’ Mendicoli, giacché avea parrocchial giurisdizione sovra numeroso popolo, composto la più parte di poveri e mendichi pescatori. Fra. le molte dorature si veggono dipinti di Carletto Ca-liari, del Montemezzano, di Leonardo Corona e di Alvise dal Friso. Ponte e Calle dei Morti. E di fronte la porta maggiore della chiesa suddetta. Campiello del Spezier. Calle e Corte Barbarigo. Calle del Ferro. Calle delle Pignatelle. Sono tutti siti di miserabili abitazioni. Calle larga dello Stendardo. Prende il nome da un’ antenna innalzatavi nel mezzo, sulla quale al tempo della Repubblica sventolava la bandiera nazionale. Un tal .privilegio fu accordato a questa parrocchia, perchè abitava in essa il cosi detto Doge doi Nicolotti, ch’era un capo popolo dei pescatori, vestiva abito proprio, ed aveva alcuni diritti. Nella stessa via larga avvi una colonna con sopravi il Leone di S. Marco, e vi sono due pozzi, aventi l'epoca scolpita 1547. Chiesa di Sunta Marta. Nel 1318 G-iacomina Scorpioni fondò qui un monastero di monache Benedettine sotto il titolo dei Santi Andrea e Marta. Ma la denominazione rimase a questa chiesa dalla sola santa vergine Marta, allorché nel 1338 si eresse sopra la porta del convento nn bassorilievo esprimente tal Sonta, il quale più non si vede. Nel secolo XVI, in una riforma del patriarca Ant. Contarmi, la regola di S. Benedetto si mutò nell’Agostiniana, la quale si mantenne fino al 1805. Dopo quest’ anno fu chiuso il monastero, e la chiesa divénne magazzino di paglia, com’ è anch’ oggi. Il cav. Cico-gna nel voi. V, delle Iscrizioni illustra questa chiesa. Calle delle Orsoline. E aderente alla Chiesa suddetta di santa