-- 15« — seduto; intorno, in medaglioni, gli evangelisti; e sopra, ne’quattro comparti laterali, due arcangeli e due cherubini; e nel comparto di mezzo, un trono con sopra una colomba colle ali a-perte. A questi compartimenti corrispondono altri cinque inferiori, che rappresentano i tre di mezzo il doge Falier, IN. D. ed Irene Comnena moglie dell’imperatore Alessio; i due laterali hanno due inscrizioni che fanno aperta ai riguardanti la storia di questa magnifica opera. Parapetto dJ argento. Ne’giorni solenni il prospetto della mensa di questo altare viene coperto da un parapetto di fino argento con figure di tutto rilievo. Papa Gregorio XII lo donava alla chiesa patriarcale di s. Pietro di Castello nel -1408; e Giovanni Bragadin patriarca lo faceva ristorare nel 4768. Sedili. Intarsiati di bellissimi intagli sono i sedili del presbiterio, che vennero lavorati nel 1556. Del Sansovino sono i getti in bronzo delle due gallerie laterali, che rappresentano alcuni fatti della vita di san Marco. Balaustrate. Le quattro piccole figure degli Evangelisti sulle balaustrate, sono del Sansovino ; e quelle dei Dottori, di Girolamo Caliari (a. 1614). Antico altare del Sacramento. La tribuna sta sopra quattro trasparenti colonne di alabastro lavorate a spira ; e ne ha altre due di verde antico. Il parapetto della mensa è di diaspro orientale, e il tabernacolo, di fino marmo, con due colonnette di rosso antico. Le sculture in marmo e la portella di bronzo dorato si lavorarono da Jacopo Sansovino. Nella vòlta superiore un mastro Piero eseguì nel 1506 il bel musaico rappresentante Cristo in trono. Valva della Sagrestia. È in bronzo , e venne lavorata da Jacopo Sansovino, opera di treht’ anni, quanto a fattura, e di valore infinito, quanto a prezzo, e degnissima di lodequanto a scultura (*). Ma d’essa il Cicognara così giudicò: « Nulla ostante che Jacopo avesse viste e studiate fors’ anche le porte che dal Ghiberti a Firenze furono modellate un secolo e mezzo prima di queste, non giunse punto ad emularne la elegante semplicità. Questo lavoro ha però un merito di esecuzione distinto, e può ritenersi per uno de’ bronzi più cospicui di Venezia do- F. Sansovino Venezia illustrata, pag. ioi.