— m — 4515; l’urna del medico Jacopo Suriani defunto nel <1551; il monumento del generale Domenico Contarmi morto nel -1650, col busto d’Angelo suo nipote, egregio magistrato, morto nel 4657; e finalmente il sigillo sepolcrale dell’inclito doge Francesco Morosini, detto il Peloponnesiaco, morto nel 4694. Questo sigillo sepolcrale fu intagliato da Francesco Parodi. — L’altare della sagrestia ha due belle statue di Pietro Lombardo, e due téle, l’una incompiuta di Sante Peranda, col martirio di santo Stefano, l’altra esagerata di Gaspare Diziarii colla strage degli Innocenti. L’organo è opera di Pietro Nochini. Il maggior altare viene attribuito a Girolamo Campagna; il parapetto della mensa, che nelle sue pietre intarsiate offre il martirio del Santo protomartire, fu lavorato da Giovanni Ferri. Sono del Gamelle le dodici statue di marmo che po- e detto altare fu fabbricato l’anno 1620, e con carità fu soccorso di 1000 ducati dal nob. uomo Lorenzo Venier cap. generale da Mar. L’altar della Beata V. della Centura: nella cui tavola si vede la B. V. S. Agostino, S. Monica e S. Nicola ed altri, opera di Leonardo Corona. Il soffitto di detta cappella fu dipinto da Antonio Bernardi bolognese. L’altar della SS. Annunziata viene rifabbricato e ridotto al moderno. L’altar titolare di S. Stefano situato alla sinistra della porta maggiore: vi è dipinto il martirio di S. Stefano da Antonio Foller fiammingo; e fu fatto fabbricar dalla famiglia Zorzi. con sua arca e deposito. L’altar alla destra di detta porta: vi si vede una pala di bronzo di mezzo rilievo per opera di Giacomo Suriano medico d’Arimino di molta fama al suo tem -po, con suo sepolcro sostenuto da due griffi e vi sì legge la sottoscritta iscrizione: Rara, domili, humi felix hinc gloria Jluxit. Del detto altare e deposito sono restati eredi uxorio nomine li N- Contarini e Querini, restando estinta la famiglia con la morte del N U. Antonio Mora Surian q. Domenico superstite della linea mascolina. L’altar di S. Nicola rifabbricato nuovamente con propria spesa dal sig. Co. Svaldo Corbelli con ricchi marini figurati ed adornati a spese di devoti di S. Nicola e dalli Padri del monastero. La cappella alla destra dell’ aitar maggiore è dedicata a S. Tommaso di Villa Nuova e S. Giuseppe .... il quadro posto di sopra donato dalla famiglia ed eredi del q. Marin Zorzi filosofo dottissimo e senator clarissimo. La pala è dipinta da Antonio Triva. La cappella alla sinistra di K. Leze si vede S. Agostino con S. Chiara di Monte Falco opera del K. Liberi. L’altar di S. Monica deili Padri nella pala sono dipinti li miracoli, vita e morte di detta Santa con abiti antichi di Veneziani per opera del Vivarini pittore. La pala di S. Marco e S. Fiocca fu opera di Giorgio Veneziano, e son