— 128 — pregio è il vicino monumento al doge Nicolò Marcello, morto nel 1474, sotto il regno del quale fu ordinato che nelle monete si dovesse veder genuflesso il doge dinanzi a s. Marco senza verun ritratto : ignoto è l’autore di questo monumento. La iscrizione vicina è alla memoria di Marino Giorgio, doge di grande pietà, morto l’anno 1312. Sul magnifico altare che viene appresso ammirasi il capolavoro di Tiziano, il s. Pietro Martire, nel quale ai più gran maestri, dice 1’ Algarotti, non fu possibile di trovare un difetto. Un decreto del senato proibi sotto pena di morte ai Domenicani di venderlo : lo che mostra il gran conto in che era tenuto anche da’ nostri padri. Il Domenichino ne fece un’imitazione che si conserva nella pinacoteca di Bologna. Caduta Venezia sotto il regime francese, questa tavola fu mandata a Parigi e messa al Louvre ; ma quando ritornarono i Tedeschi ad imperare fu restituita alla chiesa. Disse taluno che il s. Pietro Martire meriterebbe una sala a parte nell’ Accademia delle belle arti ; sarà vero : ma è pur vero che fu fatto per questa chiesa, la quale senz’eccezione può dirsi anch’ essa una vera accademia e un vero museo: tanti i dipinti e i marmi preziosi! La sola ragione ch’essa cangi di sito non ci par buona ragione. Il disagio degli studiosi ? Ma guadagnano: in mezzo a busti di eroi, ad armi, a vittorie, a tombe, a croci, imparano che raro la gloria delle arti belle s’accompagna alle generazioni infiacchite, codarde e senza fede; che operando fortemente si ha gloria , e non già secondando le passioni e adulando al labile potere ed alla meretricia ricchezza, e che dopo morte s’alza dai sepolcri la reputazione o l’infamia come incenso nascoso. — Presso all’altare di s. Pietro martire trovasi il monumento ad Orazio Baglioni, condottiero a’servigi della Repubblica, morto nel 1616; sotto il monumento una iscrizione a Marino Morosini. Sulla parete vicina è una Natività di Gesù Cristo, di Paolo Veronese. L’ultimo altare, ricco ed elegante, è opera di Guglielmo Rergamasco; di Alessandro Vittoria il s. Girolamo e il sovrapposto bassorilievo colla Vergine Assunta. Pietro Zandomeneghi ed A. Zaccarelli la- lora 3oo navi grosse, l\5 galere e 3ooo bastimenti di vaih portata montali da 36,oooo marinai. Sedicimila artisti erano addetti alle costruzioni navali ; i capitali in giro sommavauo dieci milioni di zecchini j il censo delle case era fissato a sette milioni di ducati, i pubblici granai serbavano 346 mila staia di frumento, nel mentre che il debito publico non arrivava a quattro milioni, e la popolazione di Venezia era di 190,000 persone » E. Paoletii