zo al nome della gloriosa donzella, mettendogli d’appresso quest’ altro, perchè ne! nostro dialetto noi facciamo gran differenza tra bello e buono, e 1’ una voce non usurpiamo mai per 1’ altra5 anzi qualche volta bello lo intendiamo nel significato di lubrico, perchè le cose non sono sempre come dovrebbero essere. Sottoportico Manin, Corte e Ramo della Borsa, Baino Corte e Corticella della Fida (vite). Una piccola e triste vite vedesi in questa corte. Calle dellJOlio , Ramo Baffo. Una Baffo donna di grande bellezza navigando insieme col padre che passava al reggimento di Corfìi, rimase preda de’ vascelli turclieschi che scorrevano quelle acque. Piacque al sultano Amurat III, che se la tenne come moglie. Era suo congiunto quel Giorgio Baffo che fece poesie vernacole le quali sanno molto d’aremme e d’eunuchi. Calle delle Muneghe, Calle Malatina. Dai discendenti di quel Maladino li, Banno dei Croati, che aiutò gli Zaratini nella settima loro ribellione alla Repubblica (I3II). Nemico astuto fe’ mostra di tenere per i Veneziani quando gli parve opportuno , e i Veneziani, di credergli, e crearono lui, i suoi fratelli e discendenti nobili Veneti (1313). Calle dellJ Olio, Calle Brazzi, Salizzuda delle Gatte. Secon-■do il Paganuzzi questo nome sarebbe una corruzione della parola legati, cioè ambasciatori del papa ; ma cosi non lo intese il proprietario del caffè in Campo delle Gatte, il*quale sovrappose alla sua bottega l’insegna di due gatte. Non vogliamo che un caffettiere abbia più autorità d’ uno scrittore nello spiegare la genesi dei nomi delle calli, ma per altra parte non possiamo persuaderci che i Veneziani abbiano cambiato i legati in gatte. Di legati potevano far gatti, e di legato far gatto, ce la vediamo la ragione, ma di legali o legato ( che il legato era uno solo ) far gatte non ce la vediamo. Pensiamo piuttosto che non ci abbiano ad entrare nè legati nè gatte, ma che la denominazioue delle Gatte non sia altro che nome di famiglia. Nelle carte del monastero de’Frati minori di s. Francesco, che si conservano nell’ Archivio generale de’Frari, trovammo fatta memoria d’una famiglia Dalla Gatta, che beneficò il convento. Leggesi in una di quelle carte : Nota come Madonna Chiara dalla Gatta, che fu consorte de messer Zuane de Prosdocimo, o vero hortolan delle reverende monache de s. Za-caria de Venezia, così nominato presso el volgo, la qual fo fiola de messer Marco dalla Gatta et mancò di questa vita nel 1567, adì