— 242 — lorchè presso di lui fece stampare' alcuna delle sue opere. Notiamo qui ancora, che il Carrer mori nel giorno 23 dicembre 1851 in parrocchia di s. Marco, nella casa N. 1827 in Frezzeria, presso il ponte de’Barcajuoli. Calle del Ponte Storto. Una memoria storica si unisce a questo ponte : la casa antichissima, che s’ alza al lato destro di esso, fu già di Bianca Cappello, figlia a Bartolomeo ed a Pellegrina Mo-rosinì. Di qui, sebbene attentamente sopravvegghiata, prese ad a-moreggiare ardentemente un Pietro di Zenobio Bonaventuri, fiorentino, che teneva le ragioni dei Salvimi di Firenze, i quali avevano banco ivi presso ; e di qui, fastidita della matrigna Lucrezia Grimani, cui, morta la Morosini, s’ era disposato il padre di lei, nottetempo si fuggì il 29 novembre 1563, non ancor sedicenne e die’principio ad una vita di scostumatezza, la quale, con esempio non raro nelle storie, le valse onori e principesco maritaggio. Parlano a lungo di costei il Cicogna, Itiscr. Voi. II, pag. 20, il Carrer nelle Gemme, e la Guida per Venezia antica del Mutinelli, pag. 117. — Di presente la casa della Cappello è posseduta da un’ Angela Marini, donna di savissimi costumi. Sottoportico e Calle della Madonna. Calle del Perdon. Da un altarino dedicato alla Vergine Assunta ha preso il nome il sotto -portico. Intorno poi alla calle del perdono spacciavasi negli anni andati una tradizione, che la illuminata critica di questi ultimi tempi fe’riporre tra le favole. (V. le Inscrizioni Feti. del Cicogna, Voi. III, pag. 280, e nel Voi. IV, p. 574, le Memorie raccolte da Angelo Zon ). Dicevasi adunque che fuggendo papa Alessandro III le persecuzioni del Barbarossa, riparasse in Venezia, ove giunto, travestito e nottetempo, serenasse sotto il portico della Madonna ; ma riconosciuto dappoi dalla Repubblica, si avesse le accoglienze e gli onori eh’ erano dovuti all’ eccelso suo grado. Di che in riconoscenza il papa largiva alla ospitale città indulgenze e speciali perdoni. Di tal tradizione è fatta memoria in una scritta, dettata a sproposito, e intagliata nel legno all’ingresso del sottoportico. Che che sia della verità di tutta cotesta leggenda, quello che rileva per noi è lo stabilire, che la calle del perdon trasse tal nome appunto dalle indulgenze largite dal papa Alessandro III alla contrada di santo Apollinare, nell’occasione della sua non favolosa venuta in Venezia. Calle Coralli e Bottoni. Corte con pozzo. Ingresso alla tipo-