— 77 — le, e fu permessa la instituzione di commende gentilizie di giuspa-tronato, delle quali parecchie sono già fondate. Il lavoro durò tre anni; la chiesa fu interamente rinovata,'il convento riordinato. La chiesa è semplice, ma nobile. Il Governo vendette all’ordine 1’ aitar maggiore, ch’era nella distrutta chiesa di s. Geminiano, ed è opera del Sansovino, ricco di marmi preziosi. Mancava la mensa e fu ricostrutta sullo stile del Sansovino con somma diligenza ; vi si collocarono le tre statuette che v’erano, due belle, la terza opera di scalpello inferiore ... In una galleria che lìaneheggia la chiesa, si collocarono le lapidi di’erano sull’ antico pavimento. Sono molte e belle: due importantissime. Una è opera fatta nel rinascimento dell’arte e rappresenta la Madonna, s. Caterina, s. Giambatista e due altri santi con un cavaliere in ginocchioni in alto rilievo; l’altra pure del quattrocento, ed ha la figura di un cavaliere giacente vestito coll’abito conventuale. Nè l’una nè l’altra hanno iscrizione; la seconda però, giusta la opinione del Cicogna, giudice competente, pare fosse il sepolcro di un friere della casa patrizia Contarmi, vedendosene lo stemma ai piedi. Il convento fu riordinato interamente, conservando la gran sala e l’appartamento per i ricevimenti e l’archivio. Si rinovò la memoria dei ricevitori dell’ordine residenti in Venezia dal secolo decimosesto in poi, ridipingendone gli stemmi sulle pareti della gran sala; e si preparò il luogo per quello de’ gran priori. . . » (Sagredo, Ammiglbramenti eli Venezia). Oratorio dei ss. Giorgio e Trifone, detto anche Scuola degli Schiavoni. Una confraternita di Dalmati fu qui istituita verso la metà del secolo XV, avente per ¡scopo di soccorrere ai bisogni dei marinari illirici. La chiesa fu edificata dal Sansovino l’anno 1501, e da Vittore Carpaccio decorata di bellissimi quadri. IV PARROCCHIA DI S. GIOVANNI IN BRAGORA. La linea di confutazione di questa parrocchia incomincia al rivo della Pietà lino alla calle dei Furlani, percorre questa fino al rivo della Ca’ di Dio, va innanzi pel rivo stesso, e indi per quello di s. Martino, abbraccia la riva degli Schiavoni fino al rivo dei Greci, passato il quale entra in quello di s. Lorenzo, donde ritorna al rivo della Pietà.