— 125 — iti fronte di essa sta un grande scudo, con le inizioli delle parole Sii nometi Domini benedicitini. Pietro Mera, fiammingo, dipinse sopra uno de’quadri laterali della cappella la Circoncisione del Signore, e nell’altro il suo Battesimo. Aliati dei dipinti stanno quattro statue di profeti di legno dorato. 11 Lorenzetti fra gli stucchi del soffitto dipinse Gesù Cristo come Salvatore, e come figliuolo di Sicar, di Josedech e di Nave, e nel centro angioletti. Ai lati dell’ altare ricompaiono le iniziali S. N. D. B. Pietro Liberi sulla pala dell’ altare aveva dipinto Cristo levato in croce, con appiedi la Maddalena e s. Lodovico; e quest’ultimo santo perchè della devozione dello Slorla-do, primo fondatore della cappella , e del suo nome rimanesse memoria. Come si vede tutti i simboli e tutte le imagini si riferivano a Gesù, ed al suo nome, del quale in terra non può essere altro più eccelso ; ma i simboli, le imagini e le iniziali non bastarono a persuadere certi devoti che ad altra religione non potea essa cappella servire che a quella del nome di Gesù ; e levarono la pala del Liberi dall’ altare, ed altro gran dipinto vi posero che rappresenta N. 1). Addolorata, lavorietto vistoso di Lattanzio Querena. Segue il magnifico deposito fatto innalzare dalla dogaressa Elisabetta Querini Valier sopra disegno di Andrea Tirali. Gli scultori furono Baratta, Tersia , Gro-pelli e Bonazza. Le tre statue raffigurano , quella di mezzo il doge Bertucci Valier morto nel 1658 ; quella a sinistra Silvestro Valier suo figlio, morto nel 1700, sotto il quale fu conchiusa la pace di Car-lowitz, ed a sinistra quella della suddetta dogaressa, ultime delle incoronate. Sul basamento del mausoleo è scolpita la vittoria sui Turchi ai Dardanelli riportata dalla flotta della Repubblica capitanata dal Marcello, nel giorno de’ ss. Giovanni e Paolo, 1’ anno 1656, sotto il dogado del Bertucci. La piccola cappella di s. Giacinto, aperta nel basamento del mausoleo Valier, ha sulla parete destra un Cristo flagellalo, deH’Aliense, e nella sinistra s. Giacinto che tragitta un fiume a piedi asciutti, di Leandro Bassano, che vi dipinse il proprio ritratto in una figura a cavallo. Il soffitto è dipinto da! Palma. La cappella del ss. Sacramento fu architettata dal Tirali l’anno 1690. I sei bassi rilievi, che rappresentano le azioni di s. Domenico, al quale era già consacrata la cappella, sono di Giuseppe Mazza bolognese , e, meno il primo a destra eh’è in legno, sono in bronzo. 11 sesto altare ha il parapetto di porfido. La tavola che rappresenta Cristo sostenuto dagli Angeli è una copia del Padovanino dall’ originale di Paolo Veronese. Nella crociera a destra, presso 1’ angolo, è un