V. SESTIERE DI DORSODIRO Ijna lunga e vasta unione d’isole, intersecate da molti rivi, è quella parte di Venezia, detta in antico Orso duro e Osso duro, nonché Scopulo, e che Dorsoduro oggidì si appella. Deserta, perchè infestata dai corsari, divenne poscia soggiorno di pescatori e di povere genti. I Cronisti segnarono in questa periferia le chiese della ss. Trinità, di santJ Agnese, de’ ss. Gervasio e Protasio, di s. Basilio, dell' Angelo Raffaele, di s. Nicolò de’ Mendicoli e di santa Marta. Queste, con varie altre contrade, e coll’ isola della Giudecca, che le prospetta di fronte, formano 1’ attuai sestiere di Dorsoduro, uno dei sei ond’ è formata Venezia. PARROCCHIA DI SANTA MARIA DEL ROSARIO. Questa parrocchia fin dall’ anno 1810 è formata dalle soppresse parrocchie di sant’ Agnese, di s. Vito, di s. Gregorio e da parte di quella de’ santi Gervasio e Protasio. Confina col Canale della Giudecca, col Canal Grande, e colla suddetta parrocchia de’ santi Gervasio e Protasio. Chiesa della B. Vergine della Salute. Desolata la Repubblica dalla pestilenza del 1630, per ottenere la cessazione di tanto flagello, decretò si erigesse questo tempio votivo a Nostra Donna, e non pose limate a grandezza di spesa, nè a magnificenza di edificio. Nel primo aprile 1631 il patriarca Giovanni Tiepolo, essendo doge 38