I’ anno susseguente fu eretto sopra questa palude un tempio, e insieme un convento. Nell' anno 4430 fu la chiesa affatto perfezionata , e nel medesimo anno la domenica dopo la festa di san Martino solennemente consacrata dal padre Antonio Corrmio del-l’ordine de’Predicatori, conte, e vescovo di Cereta nel regno di Candia, al tempo del priore Francesco Donato da Venezia. Alla fabbrica della chiesa concorsero con offerte i magistrati ed i cittadini, e con indulgenze Innocenzo IV. Secondo alcuni 1’ architetto fu Nicolò da Pisa, secondo altri un frate del convento. La chiesa fu restaurata dal -1522 al 1596 col danaro dei devoti e con nuove indulgenze di Adriano VI. Nel 1682 i monaci con parte presa nel loro consiglio sotto il 5 settembre e nel loro capitolo sotto 1’ 8 dello stesso mese, stabilirono di demolire il coro di legno, che ingombrava il tempio, come 1’ altro di pietra, detto coretto, eh’ era costrutto sopra cinque archi nel bel mezzo d’esso tempio. Sotto uno di quegli archi si trovava una cappelletta dedicata a s. Marco evangelista , appartenente alla famiglia Mocenigo. Nel 1685 fu approvata l’erezione del coro nella cappella maggiore. Il pavimento di pietra viva fu fatto da Baldassare Garlotti verso 1’ anno 1683. Nel 1734 la chiesa fu restaurata; e nel 1750 imbiancata, con permissione del magistrato sopra’ monasteri; e furono spesi filippi centocinquanta e somministrato il vitto a’ lavoratori. Questo tempio ha forma di croce, lungo piedi veneti 290 , largo nella crociera -125, nel centro 80, ed alto 108. La porta maggiore è adorna di colonne finissime e di belle sculture. Entrati in chiesa, si vede sul fianco destro il monumento del doge Pietro Mo- Giacomo Tiepolo vide in visione l’oratorio e la vicina piazza di s. Daniele piena di odorosi fiori con alcune bianche colombe, che portando croci d’oro sulle loro fronti, andavano volando per quei fiori, mentre due angeli discesi dal cielo profumavano con turiboli d’oro quel sito. Mentre egli ciò osservava, udì una voce che disse : Questo è il luogo che scelsi a’ miei predicatori. Narrò il doge nel giorno susseguente la visione in senato, che tosto decretò doversi conceder 4o passi di nuovo sito a’ religiosi per ingrandimento del loro monastero; e allora cominciò a fabbricarsi la magnifica chiesa sotto il titolo di Maria Vergine e dei Santi martiri Giovanni e Paolo, di che ne fu poi fatto solenne istromento nell’ anno — Diedero forse causa a questo racconto i due an- geli che con profumieri alla mano veggonsi scolpiti sul sepolcro del doge diaccino Tiepolo, ed un antico marmo affisso alla facciata esteriore della chiesa, a lavoro di mezzo rilievo, rappresentante il profeta Daniele posto fra’ leoni ». (Dal l’opera del Corner compendiata in italiano).