— 25 — furono raccolte dal veneto patrizio Pietro Pisani, che le depose in un suo oratorio a Moutagnana. Chiesa di s. Domenico. Con suo testamento Marino Zorzi, doge, ordinò che del suo si acquistasse un fonilo all’ erezione di un convento per dodici frati dell’ ordine de’ Predicatori. Morto il principe il 2 luglio dell’ anno 4312, venne cinque anni dopo lubricata, oltre il convento, una chiesa, dedicata a s. Domenico. Ma il convento ebbe dipendenza da quello de’ ss. Giovanni e Paolo fino al 1391, ed ivi il Beato Giovanni Domenici fece rifiorire 1’ osservanza della regola, e ai conventuali diede nel p. Tommaso Aiutamicristo un superiore proprio e indipendente. Nel 1560 da Pio IV fu affidato ai frati di questo cenobio il tribunale dell’ inquisizione, che da papa Nicolò IV era stata commessa ai Francescani, e che fino dal 1289 era stata introdotta nel dominio veneto per le incessanti sollecitazioni della corte di Roma. Anzi nel 1249 la República, vinta da quelle eccitazioni insistenti, avea ammessa una specie d’ inquisizione, ma era cosa tutto laica, e durò poco. Però anche il secondo tribunale d’inquisizione venne ordinato in modo da dipendere dal-1’ autorità del Maggior Consiglio, e l’inquisizione essere regolata da’patrii statuti. Il primo frate domenicano eletto inquisitore fu un Tommaso da Vicenza, della famiglia Dalla Negra di Arzignano. In questo monastero vesti il sacro abito Pier Francesco degli Orsini duchi di Gravina, nella religione fra Vincenzo Maria, il quale assunto al pontificato il giorno 29 maggio 1724, prese il nome di Benedetto XIII. Soppressi nel -1806 gran parte de’ monasteri, i conventuali di s. Domenico andarono ad aggiungersi a quelli de’ ss. Giovanni e Paolo, e il monastero nel seguente anno fu occupato dalle truppe della marina, e l’anno dopo atterrato per far luogo ai Pu-blici giardini. — La chiesa di s. Domenico aveva la facciata rivolta verso la calle che si denominò di s. Domenico, e di buone statue e pitture era ricca. Un mausoleo era stato scolpito da Alessandro Vittoria al filosofo e medico Nicolò Massa, vivuto nel XV secolo : il busto ora conservasi nel chiostro della Salute ; e, per non parlare di tutte le altre illustri sepolture, era in quesLa chiesa seppellita Cassandra Fedele, la poetessa ammirata dal Poliziano, dal Subellico, dal pontefice Leone X, dai re Luigi XI di Francia e Ferdinando di Spagna, da Bona regina d’ Ungheria e Isabella d’Arugona, morta nel 1348. Avvegnaché sia v tv uta ai tempi delle Malatesta, delle Nogarola e delle Varano, questa povera donna, al dire del Tira- 4