— 204 — aggiungere peso la notizia comunemente registrata, avere Domenico e Giovanni Faliero, fratelli, ceduta questa chiesa I'anuo 1043 al monastero di Brondolo. Essa era parrocchiale, molto tempo prima di siffatta donazione, onde i monaci ili S. Michèle di Brondolo. i quali allora appartenevano alla regola di S. Benedetto, deputarono al governo della chiesa un prete secolare. Ma desertato il monastero da Ezzelino, e dato da papa Gregorio IX a’ monaci Cisterciensi della Colomba di Piacenza, questi vollero fare un dei loro parroco di S. Benedetto; però essendosi opposto il vescovo di Castello, i monaci si piegarono ancor essi ad eleggere un sacerdote secolare, riserbato all’abate di Brondolo il diritto della elezione nonché della destituii ine. Il monastero di Brondolo nuovamente distrutto su! principio del secolo XV, durante le guerre contro i Genovesi, fu assegnato alla congregazione dei canonici regolari dell’isola di Santo Spirito ; ed essi pure continuarono a instituiré parroco di questa chiesa un sacerdote secolare II quale abbandonando troppo spesso il proprio gregge per la sottigliezza della prebenda, e il fatto non accomodando ai parrocchiani, essi ottennero l’anno 1435 dal pontefice Eugenio IV, e colla intercessione di S. Lorenzo Giustiniani, primo patriarca di Venezia, che la chiesa loro fosse dichiarata indipendente. Il santo patriarca ricevette dnl-F abate di Brondolo la cessione della chiesa, che per conseguenza non poteva essere spontanea come lasciò scritto taluno ; e ne divideva egualmente le rendile fra il parroco ed i tre titolali. La chiesa stava per cedere alle ingiurie dei tempi, quando l’anno 1619 fo incominciata a riedificare a spese del piissimo patriarca di allora Giovanni Tiepido; fu consacrata nel 1095, e nel 1810 resa soccorsale a S. Luca. — Stimatissimo è l’eburneo Crocifisso nel primo altare alla destra, e più ancora,in onta a qualche lieve difetto, la pala di Bernardo Stròzzi, meglio conosciuto col titolo di Prete Genovese, nell’altare di mezzo. Essa rappresenta le matrone romane che sciolgono S. Sebastiano, e staccano le frecce ond’è trafitto il suo corpo. Negli altri altari sono un S. Benedetto colla Carità e la Speranza, S. Giambattista e la Fede; ed un altro S. Benedetto che a Maria Vergine raccomanda un parroco della sua chiesa ; opere di Sebastiano Mazzoni, pittore fiorentino del secolo XVII. lina tavola con N. D., i Santi Antonio di Padova e Francesco d’ Assisi, a’quali ella porge il Bambino, con altri Santi, di Antonio Fumiaui; e un S. Francesco di Paola di Giambattista Tiepido, pala in cui 1’ artista, meritamente fa-