— 417 — nache, e fondate cinque quotidiane mansionerie. Baldassare Longhena architettò la chiesa e il convento,de’quali fu posta la prima pietra l’anno 4647 dal doge Francesco Molin. In dieci anni furono compiute le fabbriche. Il giorno poi 6 aprile del 4658 Maria Innocenza Contarmi, succeduta alla llossi, dal convento di Burano venne a mettere stanza in questo con altre due monache, e fu aperta la chiesa col-F intervento del doge e della Signoria (4). Il monastero fu posseduto dalle monache Servite, dette le Cappuccine delle Fondamente nove, fino al 4840, nel quale anno venne soppresso. L’ ab. Antonio de Martiis vi tenne per qualche tempo un collegio elementare e ginnasiale. Allora la chiesa fu partita in due „ la parte superiore fu sala per rappresentazioni teatrali e per altri esercizii degli alunni, e la inferiore servì di magazzino. Di poi il luogo fu acquistato dal benemerito sacerdote Daniele Canal , il quale vi raccolse molte povere fanciulle a custodirle ed educarle (Pio collegio femminile di s. Maria del Pianto). Egli intende con ogni sua possa a ristaurare la chiesa e riaprirla al culto divino, e confida nella pietà generosa de’suoi concittadini. Calle e Ramo Calle delle Moschette. Calle di mezzo, Calle del Forno, Sottoportico del Rotter ( Bottaio ), Corte della Terrazza. Sottoportico e Calle dell'’ Ospedaletto, Campiello dellJ Ospedalet-to, Calle della Cavallerizza. L’ampio terreno sopra cui ora si va e-rigendo sino dalle fondamenta nn grande edificio di proprietà della Casa di Ricovero, serviva ne’passati anni a cavallerizza di nobili. Calle della Gorna, Calle del Caffettiera Calle a fianco la Cavallerizza, Ramo Primo, Secondo e Terzo dei Mendicanti. Fondamenta de’ Mendicanti. Chiesa di s. Lazzaro de’Mendicaivti. L’ìsola di s. Lazzaro accoglieva a principio i lebbrosi, poi i questuanti detti mendicanti o mendicoli. Per la lontananza dalla città tornando incomodo ai governatori ed ai medici l’accedere all’ isola, si pensò di tradurre i poveri in un luogo della città, e a tal uopo sopra lungo tratto di terreno, che s’ estendeva dal monastero de’ ss. Giovanni e Paolo sino alla Laguna, si diè mano ad erigere un edificio che quelli contenesse. Surse la fabbrica nei primordi del secolo deci- (i) Allora fu posta questa epigrafe: D.O M- compio re ini Deiparae pu-blico volo templum-sacriscjue virginibus ex citata e eciesut piis fidelium manibus-pro Reipublicae incolumitale litetur anno MVCLVUl-Joanne Pisauro Venetiarum principe.