— 196 — Nel 1836 nel riattamento del maggior altare si ruppe il muro laterale della mensa, e si trovò dentro ad essa uno scheletro umano in mezzo ad alcuni piccoli pezzi di legno che mostravano d’ essere gli avanzi della cassa in cui lo scheletro dovea essere rinchiuso. Si sospettò a principio che fosse quello il corpo di Paolo (Pretense pirata, o piuttosto del corsaro e poi eremita Paolo de Campo de Catania, ma poi, mercè l’erudizione del sig. E. Cicogna, si passò a ron-ghietturare che quelle ossa sieno del 15. Bonsembiante Badoaro. (Vedi Cenni Storici intorno Paolo de-Campo de Catania ecc. Venezia tip. Aluisopoli, 4836). (*) In faccia a questa chiesa esistevano due confraternite, l’una chiamata Scuola della Madonna della Cintura, l’altra Scuola dei Lanari, le quali vennero soppresse. I. lt. Direzione locale del Genio. Occupa l’antico convento degli Agostiniani, e sopraintende alle fortificazioni e costruzioni militari. La Repubblica teneva l’ufficio del Genio in Verona; e fra i suoi ingegneri militari fu famosissimo Antonio Rizzo scultore ed architetto. Il cortile che mette all’ufficio ha diversi monumenti ; il deposito di Domenico Molino, senatore e letterato valente, morto nel 1635; più avanti quello del doge Andrea Contarmi; quello di Viviano A iviani, medico famoso, morto nel 1568; due epigrafi alla memoria di due Guzzoni, magistrati egregii, che morirono l’uno nel 1642, l’altro nel 4654; nel muro laterale alla porta che guida al campo di s. Angelo, un'epigrafe al celebre (littore e scrittore Carlo Ridolfi ; poi l’urna di Giulio Soranzo morto nel 1378. Di alcuni altri depositi sepolcrali che qui esistevano, non ci restano che le iscrizioni, e sono a Pietro Grimuni, a Marco Trevisan, a Filippo suo figlio, e ad Anto- (*) « Narrasi un curioso accidente circa il campanile della chiesa di santo Stefano L’anno i455, essendo per difetto di fondamenta alquanto pendente verso il campo di sant’Angelo , un ingegnere bolognese, abilissimo nel drizzare non solo ma nel trasportare codesti campanili da uno in altro sito, si esibì di drizzare anche questo, togliendogli il terreno dalla parte opposta a quella verso cui pendeva. Accettatasi la proposizione, diede egli inano all1 opera e drizzò il campanile, il quale durò soltanto dritto per lo spazio di un giorno e di una notte, conciossiachè nel giorno appresso precipitò sopra il tetto del vicino convento di santo Stefano, atterrando parte della chiesa di sant’Angelo ed alcune stanze del dormitorio dei frati colla moile di alcuno d’essi. Nel seguente anno i456 il campanile venne eretto nuovamente per opera di ceito Marco de Fu. ri ». Paoleui.