— 276 — prende la corte degli Amai (ino al rivo delle Muneghette; poi per la calle Falier prende il rivo del Malcanton sino alla corte dell’o-refice, percorre tutta- la suddetta corte, e di là allineandosi lungo un’ interna muraglia, prende il ramo morto del rivo dei Tentori fino al ponte in angolo situato fra il suddetto rivo e quello del Gaf-faro, da cui per la fondamenta del Gaffaro stesso passa al rivo di santa Maria Maggiore, percorrendolo tutto fino in laguna, laddove comincia la laguna stessa a bordeggiar la fronte de’caseggiati e delle ortaglie, che vanno fino all’isola di s. Chiara, la quale venendo pur compresa, si dilunga in canal grande fino a raggiungere il nominato rivo della Croce. Calle Falier. Orto. — Dei patrizii Falier vedemmo la casa presso a s. Vitale. Il fabbricato con facciata architettonica di pietra d’Istria, al mini. 431 rosso, in Salizzada s. Pantaleone, era una scuola di divozione sotto il patrocinio di s. Bernardino, ed apparteneva all’arte de’Lanaiuoli, della qual arte vedremo memorie più innanzi. Oggidì serve ad uso privato. Calle e Corte degli Spiriticon pozzo. Fondamenta, sottopor-tico e palazzo Minotto. Sull’origine della patrizia famiglia Minot-to vanno discordi i cronisti. Alcuni la dicono proveniente da Roma, altri dall’Albania. È antica senza dubbio, e teneva qui sua abitazione anche negli ultimi anni della Repubblica. Fondamenta dei Tolentini. Calle del Clero. Appartengono ai preti le casuccie antiche nella calle suddetta, segnate da due lapidi del secolo XV. > Chiesa parrocchiale di s. Nicola da Tolentino. — Un pio sodalizio sotto l’invocazione di s. ¡Nicola confessore, detto da Tolentino, aveva il proprio altare sotto i chiostri di s. Stefano protomartire: ma, per alcune quistioni ivi insorte, nel 4498 eresse in questo luogo un oratorio da tal Santo intitolato. Avvenne poscia, che, a cagione del sacco di Roma fatto dall’ esercito di Carlo V, l’instituto de’ cherici regolari, fondato in Roma nel 4524 da Gaetano di Tiene e da Giovan Pietro Caraffa, poscia papa Paolo IV, dovesse di là partire. E siccome Venezia fu sempre ospite benigna a’poveri profughi, così quella religiosa famiglia fu accolta da prima nell’ospitale degl’incurabili e poscia pose sua stanza nel detto oratorio di s. Nicola da Tolentino. Ma nel 4S91 col disegno dì Vincenzo Scamozzi si cominciò a fabbricare il grandioso raonaste-