— 98 — sa un gran quadro di Antonio Zanchi, nel quale si vede una processione intorno la piazza di s. Marco; finalmente nell’altare che segue ammirasi uno de’ più belli e celebri quadri di Giovanni Bellini, che è una pala con N. D. ed altri santi; la quale egli dipinse nel 1505, vecchio d’ottanta anni : essa nel 1797 fu portata in Francia e restituita nel 1815. « Questo quadro (dice il Rio, nella sua opera della Poesia cristiana nelle sue forme) sarebbe ammirabile eziandio pel vigore del tuono e per la perfezione del disegno, ove non fosse un capolavoro della veneta scuola per tutto ciò che risguarda la poesia e la profondità dei caratteri. Nulla di più grandioso che le figure di s. Pietro e di s. Girolamo ; gli atteggiamenti e le arie di testa respirano la dignità e la santità, e nelle figure di santa Caterina ed Agata 1’espressione è accresciuta di tutta l’intensità che le presta quella bellezza di contorni e di proporzioni, quella grazia ingenua e quel-1’ aria di tenera semplicità, attributi esclusivi delle produzioni di quest’epoca, la quale si può dire l’età d’oro della cristiana pittura. » — In questa chiesa, oltre il monumento di Alessandro Vittoria celebre scultore, stavano le sepolture dei dogi Orso Partecipazio ossia Badoaro, Pietro Tribuno, Tribuno Memmo, Pietro Orseolo, Domenico Flabanico, Vital Michele l e II; ma nessuna delle tombe loro fu serbata a’ dì nostri. Carceri (presso il ponte della Paglia). L’ anno 1589 fu innalzata questa fabbrica d’ ordine dorico-rustico dall’ architetto Antonio da Ponte. E capace di quattrocento persone. Nella sala al piano superiore, sono scolpite in marmo le seguenti parole: 1604, primo ottobre, furono poste le chiavi deJ camerotti in libertà, lo che viene a dire che in quel giorno (e fu in quel solo giorno) la prigione rimase vuota di carcerati. Quella sala era addetta al magistrato dei signori di notte al Criminal, i quali giudicavano contro i ladri, gl’ incendiarii, i rattori e violatori, e dannavano a morte. Era inappellabile la sentenza loro se veniva confermata dal Magistrato del proprio, in caso diverso era portata alla Qua-rantia criminale. A’ tempi della Repubblica una fraterna detta delle prigioni, presieduta dal Patriarca, raccoglieva elemosine a prò dei carcerati. Calle s. Provolo. Ramo Fondamenta dell’ Osmarin ( del rosmarino), Ramo Corte e Calle Rotta. Calle e Ponte della Corona> Calle dei Mercanti, Calle Castagna, Fondamenta Ponte Storto, Calle dietro il Magazen, Corte Nuova, Fondamenta dietro Rii-