-dGi- ln di rarissimo lavoro; ventidue quadretti ; 1111 antico coltello orientale ; il vangelo'scritto di mano di s. Marco; due gran candelabri di lavoro squisitissimo; la spada donata da Alessandro Vili al Peloponnesiaco; ed altri oggetti preziosi o per religione 0 per lavoro oper materia. Conservansi pure nel Tesoro lo scettro e il globo che portava l’imperatore d’ Austria quando fu incoronato re dei paesi veneto e lombardo. Ma a’ tempi felici della Repubblica era molto più ricco codesto Tesoro: furono i bisogni e le vicende crudeli del 1797 che lo impoverirono ! Dove oggidì il corno ducale, dove le due corone reali, dove i dodici pettorali d’oro gioiellati?.......... Come potéo trovar dentro al tuo seno Luogo avarizia tra cotanto senno ? (*) Cappella del Battisterio. Anticamente dicevasi dei Putti. La pila di pietra valassa è ornata di bel coperchio di bronzo, con scoltu-re lavorate da Desiderio di Firenze e Tiziano Minio da Padova. La statua del Battista è di Francesco Segala, giusta l’opinione del Mo-schini. Sopra la pietra di granito orientale, che serve di mensa al-l’altare, se devesi prestar fede alle parole del Dandolo, Gesù Cristo predicò alle turbe fuori di Tiro: venne qui recata dal doge Domenico Michiel. E la pietra macchiata in rosso, infissa nella parete a destra, fu quella sopra cui cadde il teschio del Battista mozzato dagli sgherri di Erode, secondo la tradizione. Sulla cattedra in marmo dice il Dandolo che sedette S. Marco in Alessandria ; ma gli eruditi non credono, perchè gli animali scolpili nella sedia furono dati per simbolo agli Evangelisti assai più tempu dopo S. Marco. La cassa di marmo infissa nella parete presso la finestra, racchiude le ceneri del doge Andrea Dandolo morto nel 1354. Il deposito sepolcrale del doge Giovanni Soranzo, che morì nel 1328, sorge fra la porta che mette nella chiesa e l’altra che' introduce nella cappella dello Zeno. 11 musaico con la Nascita del Battista e S. Zaccaria che scrive il nome del figlio, fu disegnato da Girolamo Pilotto, ed eseguito da Francesco Turresio nel 1628. Gli altri musaici furono la- (*) Dante, Purg. XXII- — Nel tomo I dell’opera Le fabbriche e i monumenti cospicui 1ti Venezia, pag. 36, trovasi un elenco degli oggetti custoditi nei Tesoro. 21