che si doveano osservare nella chiesa, fu sospeso per qualche tempo il lavoro, e si rimise il giudizio della questione al dotto frate Giorgi Francesco. Scrisse il buon padre un Parere intorno alla fabbrica dell,i nuova chiesa (che è riportato dal Moschini nella sua Guida): al qual parere il Sansorino si obbligò di attenersi, come fece in gran parte. Quanto alla facciata, perchè non piaceva quella imaginata dal San-sovino (*) al patriarca di Aquileja Giovanni Grimani, che la pagava, ne fu commesso un nuovo disegno ad Andrea Palladio (1562). Le inscrizioni che si leggono negli intercolunnii delle due ale pure accennino a quelle contese : sta scritto nell’ una: Non sine jugi interiori; nell’altra: Exteriorique bello. Di Tiziano Aspetti sono le due statue di bronzo, raffiguranti l’una s. Mosè e l’altra s. Paolo. « Vi fu, dice il Selva, chi con ¡sfacciata libertà filosofica osò criticare questo prospetto, e principalmente il pezzo di mezzo, rimarcandovi difetti non ¡scusabili in un turco architetto ; ma è nostra opinione che, se un valente artista si accingesse a decorare il detto spazio in modo diverso, riconoscerebbe la difficoltà dell’ impresa, e dopo reiterate prove aumenterebbe la di lui ben dovuta stima pel nostro Palladio. E posto ancora eli’ essere vi potesse qualche ragionevole desiderio di picciole modificazioni nelle parti di questa facciata, la sua maestosa grandezza, 1’ armonico e semplice riparto, la ricorrenza delle linee, e la bellezza delle sue non comuni modinatu-re, la qualificheranno mai sempre per uno dei più ammirabili prospetti che sianno stati eretti in adornamento di sacri templi » (Fabbriche di Venezia). Fu consecrata questa chiesa il giorno 2 agosto 158iì da Giovanni Soperchio vescovo di Caorle. Le due statue di bronzo che sono sulle pile dell’ acqua santa, sono opera di Alessandro Vittoria: 1’una raffigura s. Francesco d’Assisi, l’altra s. Giambattista. L’altare della prima cappella, a destra, ha una bella tavola di Giuseppe Porta, detto il Salviati, con i santi Giambattista, Jacopo, Girolamo e Caterina. Questa cappella fu fatta edificare da Scipione Bon-visio. Nella seconda cappella detta dello Stellano, è un quadro rappresentante la Visitazione di M. V., opera pregiata di Pier Maria Penacchi. Nell’ altare della cappella Contarmi, una tavola di Jacopo Palma, con N. D. ed altri santi. Due busti sono in questa cappella ne’muri laterali: l’uno del doge Francesco Contarmi che morì (') Il disegno della chiesa e della facciata quali le avea imaginate il San-sovino, si vede in una medaglia che fu coniata l’anno 1534 d® Andrea Spinelli, ed è riportata dal Temanza (Vite, ec. f. 220).