— 180 — il popolo non facevano più imprestidi e doni alla patria, ma alla sorte; e la sorte mostrò loro quanto essa sia crudel femina. Il Governo tedesco finalmente proibi que’giuochi, e comandò che le sale del Ridotto non servissero più che alle notturne feste di ballo del carnovale. Parte dell’ edifìzio divenne da poco tempo trattoria, eh’è condotta dai sigg. Marseille. Calle e Sottoportico delle Pinzochere. Calle del Campanile. Calle Santa, Calle dei Fabbri. In questa calle, trovasi una sala teatrale, dove agiscono in carnovale e in quadragesima le marionette. Calle e Sottoportico del Tagliapietra. Corte Querini. Chiesa di s. Moisè. Reca stupore la gran copia di chiese, di ora-torii, di monasteri e di altri sacri edifici, coi quali gli avi nostri disegnarono per cosi dire la pianta di questa gloriosa città. Nei cinque secoli della sua esistenza che precedono il mille, i Veneziani posero le fondamenta della maggior parte di quei magnifici templi che eccitano tuttavia 1’ ammirazione dello straniero; ed uno fra principali è senza dubbio questo di S. Moisè, eretto e dotato l’anno 787 dalle famiglie Artigera e Scoparia, secondo portano le tradizioni e le storie. Non che In sua magnificenza presente sia opera di quel medesimo secolo ; ma se la sola vista può bastare a chiarirci di questa verità, la storia e la buona critica ci possono eziandio permettere di congetturare che ne’ tempi anteriori al secento e più pro-pizii alle arti, la struttura di questa chiesa sin stata meno ricca, ma più conveniente a città, dove le arti si raccolsero come in inviolabile asilo contro la depravazione dei secoli barbari. Didatti la chiesa di S. Moisè fu riedificata sui prineipiì del secolo XII, siccome una delle molte incenerite dal terribile incendio del 1105, e alla presente condizione fu ridotta solamente, quando minacciando nuovamente rovina, la patrizia famiglia Fini spese 30,000 ducali del proprio per esaurire nella sua facciata tutto il mal gusto costoso del secolo XVII. Ciò accadile l’anno 1632. La chiesa fin dalla origine fu ricchissima, ma l’anno 1192 il suo patrimonio fu diviso in tre parti eguali , una pei bisogni delia chiesa, una a sostentamento del parroco, e 1’ ultima a vantaggio del clero. Finalmente l’anno 1810 fu ridotta a succursale di San Marco. Noi non parleremo della facciata, opera di Alessandro Tremi-gnan, monte di pietra mal lavorato, ed insigne monumento della corruzione artistica del secolo XVII. I busti della benemeri'